lunedì, febbraio 21, 2011

Agricoltura Biologica - I BIO FURBI !

 I BIO-FURBI
Di Michele Baio

In Italia dall’anno 2000 il mercato del prodotto biologico ha avuto un’impennata senza pari nella panoramica Europea degli ultimi 30 anni, la crescita è stata veloce e esponenziale, anche adesso in tempi di crisi è uno dei pochissimi settori produttivi Italiani che registra solo “ flessioni nella crescita” non arresti né cali.

L’Italia è la terza nazione al mondo ( dopo Australia e Argentina) per  numero di ettari coltivati con metodica biologica quindi è un settore che muove capitali di una certa entità e come tutti quei settori in cui girano tanti soldi ospita una categoria di operatori che sono i BIO- FURBI ossia chi guadagna usando il prodotto biologico come paravento per propinare al consumatore ignaro anche  prodotti che di biologico non hanno nulla in quanto non hanno il marchio Europeo di garanzia né i marchi che garantiscono il biologico in Italia.
Non mi riferisco ai grossisti del biologico, la grande distribuzione non ha nessun interesse nel fare una cosa del genere, mi riferisco a un numero  crescente di negozi e diversi di questi sono grossi, che espongono prodotti non Bio assieme a prodotti Bio a marchio, inducendo in inganno il consumatore il quale dà per scontato che tutti i prodotti del negozio siano da agricoltura biologica.

Questo giochetto è vietato da diversi anni dalle leggi comunitarie statali e regionali che regolamentano il settore del biologico e severamente punito con ammende pesanti. Ciò non scoraggia questi commercianti. Intendiamoci le leggi permettono al negozio bio di vendere anche prodotti non a marchio ma i prodotti devono essere rigorosamente separati da quelli bio e segnalati con opportuna scritta che non possa trarre il consumatore in inganno.

Questa cosa non  avviene, forse perchè se scrivono prodotto buonissimo ma non biologico non lo compra nessuno? O forse qualcuno si chiederebbe anche perchè pagare,ad esempio, del cioccolato non bio che trovo anche nella pasticceria a 300 metri da qui un bel po’ di più ? Come se fosse biologico, ma non lo è…

Voglio specificare bene che sto parlando di una parte ben precisa dei negozianti del bio, la maggior parte di loro è onesta e non fa queste cose, dico ciò per non far di tutte le erbe un fascio.

Voglio anche specificare che per il mio modo di vedere le cose, un prodotto può essere perfettamente biologico o biodinamico senza avere nessun marchio, nella mia attività ho conosciuto tante piccole  aziende agricole che fanno prodotti di qualità altissima seguendo ottime pratiche agricole con un grande rispetto per il terreno e un grande amore per il vivente, sono i migliori prodotti che mangio, ma conosco il produttore, fa fede il suo credo, il suo cammino di vita, lo stesso vale per il commerciante, se lo conoscete parla per lui il suo cammino di vita.

Come difendersi dai bio- furbi? La regola è sempre quella, LEGGI L’ETICHETTA ciò andrebbe fatto sempre quando si acquista un prodotto alimentare che non si conosce a maggior ragione se dal prodotto mi attendo, oltre che sia buono, anche che sia sano, un buon prodotto agricolo bio  trasformato in maniera industriale e con l’aggiunta di troppi additivi alla fine non è più un buon prodotto bio…
Esempio: 2 tipi di succo di frutta, il primo è composto da frutta e basta, il secondo è composto da frutta, sciroppo di Glucosio, conservante, ambedue hanno un marchio bio, la differenza è che solo la frutta sana e di qualità può essere trasformata e conservata  solo grazie ai suoi zuccheri, la frutta di bassa qualità deve essere addittivata da altri zuccheri e conservanti sia per la conservazione sia per nascondere il sapore di Rapa…

Torniamo ai Bio- furbi, se sull’etichetta non compare un marchio di garanzia del biologico, siamo certo nel diritto di chiedere al negoziante come mai quel prodotto non è bio e la cosa non è segnalata come da legge, alimentarsi bio non è solo sano è etico, a me da fastidio che queste persone sporchino questa eticità.

Sta sopratutto a noi consumatori tenere pulito il mercato del biologico da questi inquinamenti, segnaliamo ai negozianti non corretti la cosa, non facciamoci prendere in giro anche su questo, già in Italia paghiamo il prodotto biologico il 20% in più che non in Germania, almeno che sia bio…

Grossa attenzione va data anche agli ingredienti dei prodotti cosmetici ( shampo, dentifrici, creme, profumi etc)  i produttori piu seri hanno il marchio di garanzia bio, perlomeno sulla  maggior parte degli ingredienti, purtroppo raramente il consumatore è in grado di decifrare la lista INCI che è la dichiarazione obbligatoria dei componenti del cosmetico, dico ciò perchè anche i cosmetici sono oggetto di questo “ mischiare “ bio con non bio anzi, è ancora piu facile.

Perciò vedo in negozi bio espositori enormi di case produttrici che stanno anche nelle profumerie, quindi se gli ingredienti sono gli stessi cosa me li proponi a fare in un negozio bio? Mi aspetto che ciò che mi proponi sia più sano e puro di quello che trovo anche al supermercato…
Bisogna anche chiarire che è molto difficile fare un cosmetico bio che rispetti le attese del consumatore del giorno d’oggi, o meglio è possibile farli ma costano molto.
Segnalo una serie di marche che per mia esperienza personale fanno prodotti cosmetici di qualità con concezione etica:
Weleda , Wala, Apodea, Flora, Argital, Martina gebhardt, sono a marchio Demeter.
Lavera, Logona, sono a marchio bio.

Michele Baio
http://www.michelebaio.com
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