venerdì, ottobre 07, 2016

Logistica, tracciabilità ed efficienza nel mondo FOOD

Lo scenario: il mercato alimentare in Italia

Come per tante altre cose si può dividere il percorso di un prodotto alimentare in due grandi fasi: la produzione, che va dalla trasformazione della materia prima, alla realizzazione di un alimento pronto al consumo e la distribuzione, che comprende i processi della logistica, della distribuzione e di tutto ciò che rientra sotto il cappello del retail/GDO. Entrambe queste fasi hanno le proprie esigenze di efficienza e di tracciabilità, e la tracciabilità è quel filo di informazioni che tutto racoglie e unifica.

La crisi si fa sentire per quanto riguarda i consumi nazionali, ma nell’anno 2013 l’esportazioned i prodotti agroalimentari è aumentata del 38%, perun totale di 33, 4 miliardi di fatturato, secodo i dati istat raccolti e naalizzati da Coldiretti, Puetroppo,con l’aumento delle esportazioni, ilmade in Italy è sempre più attaccato dal fenomeno denominato “agropirateria”, ovvero l’uso improprio di parole, colori, località, immagini, denominazioni e anche ricette che si riferiscono all’Italia, ma che di italiano non hanno nulla, nellupre ilnome.



Il valore attuale dell’agropirateria si aggirata intorno ai 60 miliardi di euro e sempre secondo i dati raccoltli, due prodotti su tre sarebbero assolutamente falsi. Grai i prodotti contrafffattu il parmesa tra usa e canada o parmesao din sud america: solo nel 2013 sono stati prodotti negli usa ben 200 miliardi di kg di formaggi e mozzarelle di denomazione italiana contratffatti. Ama anche il chianti californiano e pomodori san marzano, modrtadella r prodosciutto san daniela prodotti in canada. Risultato quasi ovvio che che sono solo un efficace distema di tracciabilitàà e di identificazione può difendere i prodotuttori ed esportatori italiani da questo tipo di concorrenza.

Quello che ancora cresce in Italia è il settore dei vini e spumanti, che nel 213 ha totalizato un fatturato di 9,3 miliardi di euro, in crescita del 3%. Le esportazioni per la prima volta hanno superato i cinque miliardi, ma anche il mercato nazionale ha dato segno positivo, con aumento delll’1.5% e la cifra si 4,2 miliardi di fatturato. Sono sempre dati Coldiretti, presentati all’ultima edizione di Vinitaly, la fiera mondiale dedicata a vino e distillati.

Esportare e proteggere devono quindi andare di pari passo. Un esempio indiscutibile in questo senso qello da Ornellaia che già da tmepo inserisce sulle sue bottiglie un codice identificativo univoco, ricorrendo a varie soluzioni tecnologiche, dalla RFID ai bubble tag, per garantire sia lìacquisto da parte del consumatore sia la proezione del percorso distributivio dei vini sul mercato internazionale.

Altri dati di scenario sono quelli forniti da Federalimentare: secondo una ricerca condottda con Doxa, i consumi interni sono in calo ed in 10 anni hanno chiuso 12 mila microimprese. L0andamento delle esportazioni è sempre positivo, ma secondo questi dati, è in crescita solo del 5,8% rispetto al 2012, la metà rispetto al biennio 2010-2011, metre le prospettive per il 2014 non vegono milgioramenti. Dalla ricerca emerge anche che la maggior parte deglitaliani percepisce l’industria alimentare cme il primo e vero simbolo del made in Italy, cosa che, soprattuto in un momento comolplesso comq eusto, fa particarmente piacere e certifica la vocazione alla qualità di un settore chiave delle’conomia nazionale. L’industralia alimentare ha ancora le potenzialità intatte per essere il motore della crescita e della nostra economia. Ma serve una politica attenta e sensibile a sostenerne lo sviluppo, piuttosto che ad aggiugnere tasse e borurazia. Anche per il futuro le prospettive sono in chiaroscuro, da un lato il numero delle aziende alimentari è calato rispetto a 10 anni fa, un fenomeno che colpisce più le micro imprese fino a 9 adetti. Dall’altro si mantiene stabile la fascia propriamente industriale delle imprese alimentari, con oltre 6.800 prese.

Tecnologie e tracciabilitù in produzione

Qualunque sia il livello di trasformazione che subisce nel proceddo di produzione, un alimento precede in ogni caso la raccolta o l’accesso a determinate materie prime, e il loro percorso verso la realizzazione di prodotti finiti, pronti per il consumo, correttamente confezionati e identificati.

E’ in tutti questi processi che l’introduzione di tecnologie, non solo quelle per la lavorazione dell’alimento stesso, ma anche quelle per la gestioen del processo, è ormai un percorso dirompente. Hardware e software sono ugualmente coinvolti: il primo per gestire i flussi del prodotto, il secondo , in termini di uspporti di identigicazione, tenoclogie di stampa e codifica, tecnologie di lettura ed elaborazione dei dati, per aeggettuare la raccolta dei dati deai glussi stessi, indispensabiliper alimentare il softare stesso. I software per la gestione della produzione e del magazzino possono fornire all’azienda diversi servizi, dalla profuzione ai processi amminsitrativi, dalal gestione dei clienti alla logistica e magazzino.

Distribuzione e supply chain

Parlando invece di distribuzione, una delle applicazioni più innovative degli ultimi tempi è quella messa in atto su tre fronti di attività principale:
  • l’attività di picking dinamico e sincronizzato,
  • l’etichetta che indica tutte le informazioni reltive al pallet: prodotti, date di scadenza, destinazione, ecc , è dotata di tecnologia RFID
  • la raccolta dei dati di temperatura, sempre con un sistema RFID,
Il sistema di tracciabilità automatica delle spedizioni identifica automaticamente il carico dei prodotti che vengono caricati sui camion. Il passaggio dei pallet in vicinanza dell’antenna RFID, posta presso la baia di carico conferma la correttezza del pallet e acquisisce i dati, che saranno subito disponibili anche per il cliente.

Le nuove norme europee sull’etichettatura alimentare

Il nuovo regolamento emesso dall’Unione Europa, il REG UE 1169/2011 emesso anovembre 2011 ma che è entrato in vigore a partire dal 2014. Per quanto eleaborato con l’obiettivo dell’informazione e della tutela del consumatore, questo regolamente introduce una notevole complessità nell’etichettatura dei prodotti alimentari.

Si pensi per esempio all’obbligo di riportare in etichetta le informazioni in tutte le lingue nelle quali si preva la commercializzzazione del prodotto_ un vero scoglio per tutti coore che ormai stabilmente accedono ai vari paesi europei tramite i canali di ecommerce.

Lo scopo del regolamento tuttavia è di uniformare le informazioni presenti sulle etichette in 27 nazioni europee, stabilmendo anche criteri di leggibilità, affinchè i consumatori possano effettuare decisioni di acquisto informate sulla base di dati come, ad esempio, la tabella nutrizionale, gli ingredienti, gli eventuali allergeni e le istruzioni per l’uso.

In estrema sintesi, l’etichetta degli alimenti pre-confezionati deve riportare, con precisi criteri di visibilità, i seguenti dati di prodotto: il nome dell’alimento, la lista dei suoi ingreidneti, qualunque ingrediente o componente che causii alergie o inolleranze e che viene utilizzato nella rpoduzione o nella proeparazione di un alimento ed è ancora peresente nel prodotto finale, anche se in unaf forma modificata, la quantità di un determinato ingredienti o categorie di infredineti, la qualitàt netta dell’alimento, la data di durata minima o la data termine di tutilizzo, uqlaunque condizione particolare di conservazione e/o utilizzo, il nome e l’indirizzo delll’operatore professionale alimentare sotto il cuo nome l’alimento viene commercializzato (o il nome dell’importatore se l’operatore professionale alimentare risiede al di fuori della UE); il luogo di origine o provenienza quando richiesto come provisto dall’aricolo 26; le istruziozni per l’uso qualora fosse difficile fare un uso appropriato dell’alimento senza tali indicazioni, realtivamente alle bevande contenenti più del 1,2% di alcool per volume il reale grado alcolico per volume, e infine una dichiarazione nutrizionale.
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