lunedì, marzo 23, 2026
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domenica, marzo 22, 2026
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"I Don't Care", MR.Rustle continua a far ballare il mondo
venerdì, marzo 20, 2026
Pietro Colucci: innovazione e nuove competenze nel riciclo dei rifiuti
Nell’intervista rilasciata ad “Affari Italiani”, Pietro Colucci ha parlato del cambiamento del settore dei rifiuti negli ultimi anni, che si sta muovendo dal semplice smaltimento all’economia circolare. Per rimanere al passo con questa trasformazione, Haiki Metals ha avviato un Piano Industriale basato su innovazione, acquisizioni e riorganizzazione dei processi produttivi.
Pietro Colucci: la trasformazione del settore dei rifiuti, dallo smaltimento all’economia circolare
“La nostra visione si inserisce pienamente nel percorso della transizione ecologica e nella profonda trasformazione che sta interessando il settore del trattamento dei rifiuti”, ha dichiarato il Presidente di Haiki Metals Pietro Colucci nell’intervista rilasciata ad “Affari Italiani” lo scorso 6 marzo. Il comparto del riciclo dei rifiuti è sostanzialmente cambiato negli ultimi anni: non più il semplice smaltimento dei rifiuti, ma il focus è sull’economia circolare, con l’idea di trasformare gli scarti in nuovi prodotti. “Non si tratterà più soltanto di aziende che gestiscono rifiuti, ma di operatori industriali che producono materie prime seconde e semilavorati destinati al mercato — ha rimarcato Pietro Colucci — È un processo che richiede nuove competenze e professionalità, oltre a una capacità di innovazione costante. Un percorso avviato da anni e che oggi diventa finalmente concreto e scalabile”.
Pietro Colucci: la nuova strategia di Haiki Metals tra innovazione e acquisizioni
Il nuovo Piano Industriale di Haiki Metals segue questo cambiamento che ha coinvolto il settore dei rifiuti. “Non si tratta soltanto di creare valore economico, ma di ripensare i processi produttivi e investire in innovazione tecnologica”. A margine di ciò, il Gruppo ha portato a termine diverse acquisizioni negli ultimi anni, tra cui quella della sede italiana della ex Ecobat, multinazionale statunitense attiva nel recupero del piombo delle batterie. L’obiettivo è quello di integrare e valorizzare le imprese rilevate: “Negli ultimi quattro anni l’espansione è stata particolarmente rapida — ha evidenziato Pietro Colucci.
Rubrasonic: «progettare il suono di uno spazio è una responsabilità»
Rubrasonic: «progettare il suono di uno spazio è una responsabilità»
«Il suono conta. Ci piace ricordare una cosa molto semplice: le orecchie non hanno palpebre. Non possiamo chiuderle come facciamo con gli occhi. Suoni e rumori entrano sempre nella nostra vita, anche quando non lo chiediamo. Per questo progettare l'ambiente sonoro è una responsabilità. Significa contribuire a costruire il modo in cui le persone si sentono in un luogo». Matteo Arancio e Roberto Brignoli di Rubrasonic (Rubrasonic.com) raccontano così il lavoro di sound e music designer. Oggi con progetti come Soundtag, il loro rapporto con la tecnologia è ancora più stretto. Tra i loro progetti più recenti c'è la sonorizzazione di ChorusLife Immersive SPA, a Bergamo.
Quali sono le tendenze nella sonorizzazione degli spazi nel 2026?
Non esiste un genere musicale che funzioni sempre. Nel nostro lavoro ogni progetto fa storia a sé, perché il suono deve essere coerente con l'identità del luogo, con il pubblico e con il tipo di esperienza che si vuole creare. Una spa, una boutique, un ristorante o uno spazio culturale hanno ritmi, tempi di permanenza e livelli di attenzione completamente diversi.
C'è vicinanza tra quello che ascoltiamo alla radio o nei siti di streaming e quello che proponete?
Sono due mondi piuttosto diversi. La musica che domina radio e streaming nasce per catturare attenzione immediata: deve avere energia, ritornelli memorabili e riconoscibili. E ovviamente segue le tendenze. La musica progettata per gli spazi ha quasi l'obiettivo opposto: deve accompagnare l'esperienza, creare atmosfera e continuità senza rubare attenzione. In altre parole, la radio vuole essere ascoltata. Uno spazio invece vuole essere vissuto.
ChorusLife Immersive SPA, a Bergamo ha un'identità sonora precisa. Sta piacendo a chi frequenta questa nuova spa?
Quando il suono è progettato con cura, diventa quasi invisibile. Le persone raramente escono dicendo "che bella musica", è logico sia così, visto che la musica e il suono non devono essere protagonisti in un spa, così come in un ristorante o in un negozio. Il vero successo sta nel far dire "qui si sta bene". E' il segnale che il sound design funziona, è diventato parte dell'esperienza dello spazio. Per ChorusLife abbiamo lavorato trattando l'ambiente sonoro come una componente strutturale dell'ambiente, come fosse un elemento architettonico.
Da dove partite per sonorizzare un brand o un ambiente?
Non partiamo mai d genere musicale 'di moda' e dalla tendenze, ma dal contesto e dall'atmosfera che lo spazio trasmette. Negli ultimi anni c'è, per fortuna, una tendenza chiara: si stanno abbandonando le playlist generiche e cresce la richiesta di sound design progettato su misura. Gli spazi oggi non hanno bisogno di musica di sottofondo. Devono avere un suono che li rappresenti.
Il focus di Annalaura Lettieri su diversity e leadership femminile
La diversity come valore strategico per le imprese di oggi. Annalaura Lettieri, avvocato e General Counsel di Meridie, sottolinea come le differenze di genere, età e background favoriscano l’innovazione, la crescita e la competitività in azienda: “Le donne, in particolare, propongono una prospettiva unica e preziosa alla leadership aziendale”.
Annalaura Lettieri: la forza della diversity in azienda
La leadership femminile in ambito lavorativo è un tema molto sentito nel panorama aziendale odierno, come quello della diversity in generale. L’avvocato e manager Annalaura Lettieri ne parla in un articolo pubblicato sul sito dell’osservatorio economico e sociale “Riparte l’Italia”. “Da figlia di un imprenditore che promuove diverse iniziative per il sociale, ho imparato fin da giovane l’importanza di valorizzare le differenze e promuovere l’uguaglianza di opportunità all’interno di un team di lavoro”, afferma. La General Counsel di Meridie pone l’accento su come le differenze – di età, genere, background culturale o professionale – rappresentino un valore aggiunto per l’azienda poiché portano con sé una “ricchezza di prospettive e competenze che possono accrescere enormemente le dinamiche aziendali e favorire l’innovazione e la creatività”. Di conseguenza, incentivano la crescita.
Annalaura Lettieri: il vantaggio competitivo legato alla presenza delle donne
La diversity all’interno di un team di lavoro si traduce nella creazione di soluzioni innovative, ma soprattutto capaci di rispondere alle esigenze di una clientela vasta e diversificata. Mettersi nei panni degli altri e riuscire a comprendere i punti di vista dei vari clienti costituisce, di fatto, un vantaggio competitivo non di poco conto. Specialmente, se si considera che il mercato diventa ogni giorno più concorrenziale e dinamico. Secondo Annalaura Lettieri, le donne hanno la straordinaria capacità di proporre prospettive uniche che spesso si rivelano preziose per l’azienda. Dotate di grande attitudine all’ascolto, problem solving e di gestione delle relazioni, riescono inoltre a creare un clima di lavoro inclusivo e collaborativo, favorendo lo sviluppo delle persone all’interno dell’organizzazione. Solitamente, il sesso femminile è anche più propenso a portare una visione di lungo termine e sostenibile alla gestione aziendale, con particolare focus sul benessere delle persone e sull’equilibrio tra vita privata e lavoro.
“GAS”, I romangoli Alessandro Br1 e Marco Melandri fanno ballare il mondo
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Energia, Agostino Scornajenchi: Snam accelera, 14 miliardi di investimenti al 2030
Nel pieno di una nuova fase di tensioni sui mercati energetici internazionali, Snam accelera sulla sicurezza energetica con il primo Piano Industriale firmato dall’Amministratore Delegato Agostino Scornajenchi. Il Gruppo ha presentato una strategia al 2030 che prevede 14 miliardi di euro di investimenti, con l’obiettivo di rafforzare infrastrutture, diversificare le forniture e consolidare il ruolo dell’Italia come hub energetico nel Mediterraneo.
Tensioni globali e mercato del gas: Agostino Scornajenchi rassicura su stoccaggi e forniture
Il Piano arriva mentre la guerra tra USA e Iran riporta al centro del dibattito europeo il tema della sicurezza delle forniture. In questo contesto, Agostino Scornajenchi ha voluto rassicurare sulla tenuta del sistema italiano: le infrastrutture di trasporto del gas gestite da Snam non sono coinvolte nel conflitto e le forniture risultano garantite almeno fino alla fine di marzo. Particolare attenzione è stata posta anche al tema degli stoccaggi. L’Italia mantiene infatti una quota di riempimento pari al 45%, circa dieci punti percentuali sopra la media europea. Secondo l’AD, la sfida sarà però gestire i prossimi mesi: se i prezzi del gas dovessero restare elevati anche durante la stagione di riempimento, gli operatori potrebbero trovarsi ad affrontare costi più alti proprio nella fase in cui normalmente acquistano gas per l’inverno successivo. Agostino Scornajenchi ha anche lanciato un messaggio sulle politiche energetiche degli ultimi anni. “Si è parlato troppo di transizione energetica – ha commentato – ora noi vogliamo concentrarci sull’integrazione energetica che contempli gas, rinnovabili, nuove tecnologie, una combinazione di vettori che solo nel complesso possono garantire la sicurezza energetica che, di fatto, è sicurezza nazionale”.
Agostino Scornajenchi: Snam investe 14 miliardi tra rete gas, stoccaggi e innovazione
Il Piano Industriale prevede che circa il 70% dei progetti sia già autorizzato, elemento che dovrebbe accelerare l’esecuzione degli investimenti. Le risorse saranno distribuite su più direttrici: 9,2 miliardi per il potenziamento della rete di trasporto del gas; 2,1 miliardi per lo sviluppo degli impianti di stoccaggio; 1 miliardo per l’espansione del terminale di rigassificazione di Panigaglia e il consolidamento della partecipazione in Olt; 800 milioni per il progetto di cattura e stoccaggio della CO₂ a Ravenna; 200 milioni per la dorsale nazionale dell’idrogeno; circa 380 milioni per biometano ed efficienza energetica; 1 miliardo per innovazione digitale ed energy tech. La strategia presentata da Agostino Scornajenchi si basa sulla crescita industriale, sulla gestione attiva del portafoglio e su un programma di rotazione degli asset che individua opportunità per circa 3 miliardi tra dismissioni e acquisizioni. Il Gruppo guarda con maggiore interesse a nuove aree di crescita internazionale, in particolare Balcani e Nord Africa, considerati mercati chiave per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche e dei corridoi del gas verso l’Europa. Dal punto di vista finanziario, il Piano prevede una crescita media annua della Regulated Asset Base (Rab) del 5,7%, fino a raggiungere circa 34,5 miliardi di euro entro il 2030. I risultati più recenti confermano la solidità del Gruppo: nel 2025 Snam ha registrato ricavi per 3,885 miliardi di euro (+8,9%) e un utile netto adjusted di 1,422 miliardi (+10,3%). La società prevede inoltre un aumento del dividendo del 4% annuo, fino a distribuire a fine Piano circa l’80% dell’utile. Quanto alle misure previste dal Dl Energia, Snam stima un impatto complessivo di circa 80 milioni di euro nell’arco di due anni.
Devianza Records, elettronica che nasce dal cuore, non dall'hype
giovedì, marzo 19, 2026
ThreatPilot: l’agente intelligente di DEAS Cyber+ che migliora la risposta alle minacce digitali
DEAS Cyber+ ha presentato ThreatPilot, un tool che “riordina” gli strumenti di cybersicurezza supportando gli analisti nel fronteggiare le minacce in maniera sempre più efficace.
DEAS Cyber+: ThreatPilot rivoluziona la gestione degli strumenti di cybersicurezza
ThreatPilot è il nome che DEAS Cyber+, eccellenza italiana nell’ambito della cybersicurezza, ha dato al suo ultimo prodotto: un nuovo tool con cui punta a “riordinare gli strumenti” della sicurezza per renderli più fruibili agli addetti della cybersicurezza. È un agente che acquisisce i runbook esistenti, li analizza, li organizza e poi li converte in una guida operativa semplice e precisa, facilitando il lavoro degli operatori in prima linea, davanti al monitor. Se scatta un allarme, ThreatPilot segue una procedura che, passo dopo passo, verifica dopo verifica, arriva a ridurre drasticamente la tempistica di reazione agli eventi malevoli ottimizzando la finestra di opportunità di risposta alle minacce. Oltre a mostrare i dati, l’innovazione supporta l’analista nel decidere se si tratta di un falso positivo da ignorare o di una minaccia reale da portare all’attenzione dei livelli superiori. Non sostituisce, quindi, l’uomo, piuttosto evita di farlo procedere per tentativi, in modo da garantire coerenza e tracciabilità. Questo nuovo strumento nato in casa DEAS Cyber+ reinventa il modo in cui l’AI viene integrata in un metodo rigoroso. Il punto di forza coincide con il fatto che l’algoritmo non sia autonomo ma vincolato alle procedure. In altre parole, il sistema non ha la possibilità di inventare o interpretare liberamente. All’interno di un Security Operations Center, in cui la variabilità decisionale può spesso rappresentare il tallone d’Achille, il tool assicura il mantenimento di livelli di servizio elevati e costanti, dunque prevenendo qualsiasi gap nella efficacia e qualità operativa tra i turni degli operatori della sicurezza informatica
DEAS Cyber+: uno strumento che si integra, non si sovrappone
È proprio il team di DEAS Cyber+ a sottolineare come ThreatPilot sia progettato per integrarsi in maniera progressiva con l’ecosistema del cliente, dialogando con SIEM (Security Information and Event Management), sistemi di monitoraggio e strumenti di sicurezza infrastrutturale già in uso. Lo strumento non aggiunge altro, però organizza e rende ancora più efficiente ciò che esiste già. Se il presidio operativo di DEAS garantisce continuità, ThreatPilot assicura coerenza nelle decisioni, creando un sistema proceduralizzato nella rivelazione, nell’analisi e nella risposta. Un elemento cruciale del tool è il workbook, una base di conoscenza strutturata che AI e analisti possono consultare. In caso di dubbio circa un pattern ricorrente, o una offense poco chiara, l’Intelligenza Artificiale risponde attingendo alla documentazione interna, per poi contestualizzare le informazioni e renderle subito operative. Un vero e proprio assistente che conosce in modo approfondito l’ambiente in cui opera, consentendo di ridurre i tempi morti ed escalation inutili. Con la sua nuova soluzione, DEAS Cyber+ porta quindi ordine nel caos della cyber defense, un contesto nel quale l’organizzazione e la tempestiva risposta agli eventi fa la differenza.



