
martedì, novembre 06, 2018
Cece MC: "La crisi del clubbing non esiste, è che sogniamo ancora la Milano da Bere"

lunedì, novembre 05, 2018
9/11 Barbariccia Ice Party @ Castello degli Angeli - Carobbio (BG)
10/11 Besame, il party show reggaeton, electro latino & pop @ #Costez - Telgate (BG)
8/11 Unconventional Thursday Dinner Show @ Cost Milano

10/11 Rudeejay @ Circus beatclub - Brescia

6/11 Fidelio Milano @ The Club presenta Tommaso Zorzi feat. Rettore "“Se Mi Lasci Non Vale”
domenica, novembre 04, 2018
Fotovoltaico col trucco: Dopo otto lunghi anni, era tutto regolare!
Assolti tutti gli imputati con formula piena in quanto per la presunta associazione a delinquere. In buona sostanza, era tutto regolare! Nessun processo verrà portato avanti.

Tutto il mondo legato al fotovoltaico e alle energie rinnovabili ne è stato da sempre convinto, ma ora c'è una conferma incontrovertibile, conferma che arriva dopo ben 8 anni di lungaggini, ombre e grigio su quello che era il più grande progetto fotovoltaico fino ad allora concepito. I legali che hanno seguito la questione ne erano certi sin dal primo istante, ritenendola una montatura mediatico-giudiziaria che non doveva nemmeno nascere.
Otto lunghi anni di sequestri e procedimenti penali vari, culminati nel 2013 con una misura cautelare preventiva ordinata dalla dottoressa Paola Liace – allora Gip a Brindisi – che portò in carcere 16 professionisti, tutti imprenditori, manager e ingegneri, con la grave accusa di aver truffato (fino ad allora) oltre 300 milioni di euro, percependo incentivi frutto di un presunto aggiramento della normativa urbanistica per decine di impianti fotovoltaici realizzati.
Per i "furbetti del fotovoltaico" o quelli che avevano creato il "fotovoltaico col trucco", così li avevano aggettivati a seguito dei numerosi sequestri preventivi, avvisi di garanzia e procedimenti penali promossi dall'allora sostituto procuratore di Brindisi Nicolangelo Ghizzardi, il 24 ottobre 2018 nell'aula del Tribunale di Roma è stata fatta giustizia, come ha esultato in aula l'avvocato Antonino Isgrò, che ha seguito personalmente sin dall'inizio l'intera vicenda giudiziaria nei vari filoni d'indagine.
In effetti, la "raffica" di procedimenti penali stampati in ciclostile – come li avevano definiti alcuni legali – partono dalla Procura di Brindisi e vedono come promotore l'allora Pm Nicolangelo Ghizzardi. Sequestri e contestazioni riguardanti l'aspetto urbanistico e che culminano nel 2013, con l'accusa di truffa e di indebita percezione di incentivi ai danni dello Stato. Questo procedimento, che porta sempre la firma di Ghizzardi e che lo stesso in una delle conferenze stampa definisce "procedimento sperimentale" è però, anni dopo, dallo stesso Tribunale di Brindisi ritenuto non di propria competenza giurisdizionale, che pertanto trasferisce l'intero fascicolo al Tribunale di Roma, che riprende e continua le indagini fino ad allora portate avanti dalla Procura brindisina.
Ieri il giudice dell'udienza preliminare della Procura di Roma, dottoressa Giulia Proto, su richiesta del Pm che ha chiesto il non luogo a procedere per tutti gli imputati, in quanto dall'esame di tutta la documentazione ha ritenuto non "esserci elementi che consentono di sostenere l'accusa in giudizio", ha assolto tutti gli imputati con formula piena in quanto per la presunta associazione a delinquere: "Il fatto non sussiste", per l'illecita percezione degli incentivi "non è stato commesso il reato" e per l'abuso edilizio "il fatto non sussiste".
In buona sostanza, era tutto regolare! Nessun processo verrà portato avanti.
Protagonisti (o vittime) di questa vicenda i vecchi manager di Global Solar Fund e quelli di Energetica S.p.A. che avevano messo in piedi già nel 2007, la realizzazione di quello che era il progetto più grande d'Europa nel fotovoltaico (font. Huffington post) con la previsione di investimento in Puglia di oltre 900 milioni di euro, finanziati quasi interamente dal governo cinese attraverso la China Development Bank (fonte Corriere della Sera).
Alla guida dei due Gruppi vi erano il manager spano-cinese Javier Romero e l'italiano Gaetano Buglisi che, attratti anche dai proclami favorevoli sulle rinnovabili fatti dall'allora Governatore della Puglia – Nichi Vendola – (font. Repubblica) e dalla normativa regionale volta a favorire implementazione di energia pulita avevano fatto una scelta precisa, decidendo di far partire dalla Puglia quello che era destinato a diventare l'investimento e il progetto solare più grande al mondo.
Come disse oltre 10 anni fa lo stesso Gaetano Buglisi in una intervista al quotidiano Repubblica, "partire dalla città del petrolchimico, dalla centrale a carbone di Cerano e da un'area che ha uno dei più alti tassi di tumore ai polmoni al mondo, come Brindisi, è senza dubbio la scelta più sana e più giusta, in quanto i benefici dell'energia prodotti da fonti rinnovabili non sono solo da individuare tra le minori risorse fossili sottratte al sottosuolo e alla natura, ma soprattutto dai benefici indiretti prodotti alla salute umana".
Tuttavia la scelta di iniziare proprio da Brindisi, nonostante gli oltre 140 impianti realizzati dal fondo d'investimento allora più grande d'Italia, nonostante nel 2010 i progetti sviluppati da Energetica col supporto di Gsf in Italia avessero superato i 1200 MW e nonostante i progetti ideati e commissionati dal duo Buglisi-Romero avevano anche trovato un accordo di finanziamento per oltre 2,5 miliardi da destinare allo sviluppo fotovoltaico col Governo cinese (fonte Il Sole 24 Ore) culminato con la sottoscrizione dell'impegno di investimento firmato a Roma direttamente dal presidente della Repubblica Cinese Wen Jiabao e dall'allora presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, è stata fatale!
Sequestri su sequestri, procedimenti su procedimenti raccontati dalla cronaca, hanno fermato l'iniziativa più grande nel settore fotovoltaico. Tantissimi gli avvocati di tutta Italia che hanno difeso e sostenuto la regolarità di tutto quanto realizzato, si menzionano, tra altri, i professori pugliesi Ernesto Sticchi Damiani e Francesco Paolo Sisto, l'avvocato torinese Ugo Colonna, il professor Giuseppe Di Trocchio, lo studio Vassalli-Olivo di Roma, gli avvocati milanesi Alleva e Salvatore Pino e l'avvocato Giulia Bongiorno che ha difeso gli interessi degli investitori.
In molti si chiedono come tutto ciò sia accaduto e quali siano state le ragioni sottostanti alla promozione di tutta una serie di iniziative giudiziali "seriali" che da ieri sono scomparse come una bolla di sapone. Il Gruppo Global Solar Fund (oggi con altri manager alla guida) è ancora il 2° produttore Italiano di energia da fonte fotovoltaica.
Fonte: l'Opinione
sabato, novembre 03, 2018
L’Amministratore Delegato di TIM Amos Genish rilancia sulle opportunità del 5G

Amos Genish illustra le problematiche determinanti legate al calo in Borsa del titolo TIM
Con il Consiglio di Amministrazione di TIM come prossimo appuntamento da calendario, l'Amministratore Delegato della società Amos Genish ha rilasciato un'intervista al Financial Times parlando a lungo e nel dettaglio delle recenti vicende legate al settore delle telecomunicazioni in Italia, soprattutto a partire dal mese di maggio. Da quel momento, infatti, il valore delle azioni della compagnia di Genish è calato anche del 40% e le cause sono da ricercare in eventi concomitanti quali: concorrenza dei prezzi, disciplina generale slegata dalle circostanze specifiche e, in ultima istanza, utili che non riescono a coprire le spese sostenute. Oltre alla fragilità della governance interna all'azienda.L'AD intravede però nella rete mobile di quinta generazione un'ancora di salvataggio per la società, la cui partecipazione alla gara per il 5G non è stata comunque indolore.Il cauto ottimismo di Amos Genish collegato alla rete 5G e agli studi di Deutsche Bank e Bloomberg
Sempre nelle parole di Amos Genish, la rete di quinta generazione permetterà una compartimentazione della proposta agli utenti di telefonia mobile, che potranno beneficiare di servizi a valore aggiunto: la strada sarà quindi quella in direzione di una "decommodity", la quale porterà anche servizi lato mobile sempre più performanti. Anche la fusione di TIM con Open Fiber come unica entità super partes e che possa fornire "all'ingrosso" l'accesso alla rete infrastrutturale rientrerebbe nei risvolti positivi indicati dal manager, poichè il confronto verrebbe poi spostato sull'offerta al pubblico. Nel frattempo, nonostante il ribasso dei conti della compagnia previsto per il terzo semestre del 2018, viene ipotizzata una stabilità del margine operativo lordo e inoltre, secondo le analisi veicolate da Deutsche Bank, è comunque consigliabile un acquisto del titolo in Borsa visto il suo miglior posizionamento rispetto alla concorrenza e la fiducia accordata al piano di Genish. Anche secondo uno studio di Bloomberg, TIM resterà anche nel terzo trimestre l'azienda telco meno in balìa dei mercati, continuando a dimostrare la sua resilienza nei confronti del nuovo operatore Iliad.venerdì, novembre 02, 2018
Joe T Vannelli / Don Joe: Badass @ Pelledoca Milano 9, 16, 23 e 30 novembre '18