Fatturazione elettronica entro il 2020 in tutte le nazioni della comunità europea: l’obiettivo da raggiungere è ambizioso ma i vantaggi a risultato ottenuto saranno sicuramente molteplici.
In primis, in termini di risparmio di tempi di pagamenti, ma anche in riduzione degli errori e in un calo delle spese. Senza contare i benefici che ne trarrebbero le operazioni transnazionali, per le quali oggi esistono purtroppo delle ingenti spese aggiuntive.
L’alleggerimento delle pratiche burocratiche tuttavia è ostacolata al momento dalle differenze normative tra i vari paesi che comportano un necessario e imprescindibile approfondimento della questione, poiché cercare di ottenere vantaggio dalla fatturazione elettronica potrebbe per assurdo portare a inconvenienti di ordine legale. È per questo che il primo punto in scaletta al tavolo della Commissione Europea è l’appianamento delle contraddittorietà che si riscontrano oggi tra le varie legislazioni nazionali.
Da parte delle banche la risposta alla proposta è stata molto positiva, come ha sottolineato il direttore generale dell’Abi, Sabatini, che ha stimato tra l’1 e il 4% del PIL il risparmio per il paese.
Perché al risparmio in termini di tempo vengono meno anche tutta un’altra serie di spese legate a timbri, buste, diritti postali… A beneficiare della fatturazione elettronica saranno le aziende e la pubblica amministrazione, ma indirettamente anche i consumatori che potranno più velocemente ottenere recessi o ricorrere alla garanzia, per esempio.
La sfida alla burocrazia insomma è aperta. Vedremo se sarà vinta, come speriamo.
giovedì, dicembre 16, 2010
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