
La Cineteca Nazionale, nel trentennale, della scomparsa rende omaggio al più noto compositore di musica per film del cinema italiano con tre significativi film e un incontro con i suoi collaboratori
Venerdì 10 aprile ore 20.45
intervengono Gianfranco Angelucci, Moraldo Rossi, Milena Vukotic
seguirà la proiezione di Prova d’orchestra
Talento precocissimo (cominciò a comporre all'età di 8 anni), Rota si diplomò a 18 anni al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma per poi laurearsi a Milano, sua città natale (3 dicembre 1911), in Lettere. Nel 1939 iniziò a insegnare al Conservatorio di Bari, del quale divenne direttore undici anni dopo. Intanto nel 1933 con Treno popolare aveva cominciato a comporre musiche per il cinema (parallelamente alla sua vasta produzione di sinfonie, musica sacra, pezzi da camera, ecc.) in numerosi film di Renato Castellani, Luigi Zampa, Mario Soldati, Eduardo De Filippo, Mario Monicelli. Ma il suo nome è legato soprattutto alla collaborazione con Federico Fellini, da Lo sceicco bianco fino a Prova d'orchestra. Così l'esperto Ermanno Comuzio, autore del fondamentale Musicisti per lo schermo. Dizionario ragionato dei compositori cinematografici (Ente dello Spettacolo, 2004), delinea i rapporti fra i due artisti: «Il rapporto Fellini/Rota è anzi unico, in certo senso, nella storia del cinema, in quanto il regista "plagiava" con la sua personalità debordante il compositore, remissivo per natura, e lo costringeva ad "inventare" le musiche che lui stesso, Fellini, aveva in testa». Del resto, lo stesso Rota concepiva l'attività del compositore del film come funzionale all'opera del regista: «La partitura dovrebbe essere un mezzo espressivo al servizio della regia per contribuire a rendere chiare le strutture dei personaggi, la sostanziale somiglianza di alcune situazioni, il legame spesso non esplicito di fatti ed azioni di una vicenda». In realtà il tocco di Nino Rota è inconfondibile: le sue note riescono non solo ad esprimere, ma a espandere e a far risaltare la forza delle immagini e ovviamente raggiunge i suoi vertici con registi come Fellini, Visconti (Le notti bianche, Rocco e i suoi fratelli, Il Gattopardo) e Coppola (Il padrino e Il padrino parte II, che gli valse l'Oscar), di cui assimila e fa propria la potenza visiva traducendola in una musica inconfondibile. La funzionalità, rimarcata anche da Fellini («Posso dire che è forse tra i musicisti cinematografici il più umile di tutti, perché veramente fa una musica, secondo me, estremamente funzionale»), trascende in colonne sonore che valgono come opere a sé, tanto da essere entrate nella storia non solo della musica, ma del costume del nostro Paese. Per la capacità di evocare sentimenti, passioni e ricordi che appartengono al vissuto di ognuno di noi. Giustamente il grande compositore ungherese Miklós Rózsa, pluripremiato con l'Oscar, lo definì «il principe delle partiture per la Settima Arte».
a seguire Prova d'orchestra (1979)
Regia: Federico Fellini; soggetto: F. Fellini; sceneggiatura: F. Fellini, Brunello Rondi; fotografia: Giuseppe Rotunno; musica: Carlo Savina, Nino Rota; montaggio: Ruggero Mastroianni; interpreti: Balduin Baas, Francesco Aluigi, Ronaldino Bonacchi, Claudio Ciocca, Clara Colosimo, Elisabeth Labi; origine: Germania/Italia; produzione: Rai, Daimo Roma, Albatros Monaco; durata: 72'
Venerdì 10 aprile ore 20.45
Cinema Trevi vicolo del puttarello, 25 Roma
Venerdì 10 aprile ore 20.45
intervengono Gianfranco Angelucci, Moraldo Rossi, Milena Vukotic
seguirà la proiezione di Prova d’orchestra
Talento precocissimo (cominciò a comporre all'età di 8 anni), Rota si diplomò a 18 anni al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma per poi laurearsi a Milano, sua città natale (3 dicembre 1911), in Lettere. Nel 1939 iniziò a insegnare al Conservatorio di Bari, del quale divenne direttore undici anni dopo. Intanto nel 1933 con Treno popolare aveva cominciato a comporre musiche per il cinema (parallelamente alla sua vasta produzione di sinfonie, musica sacra, pezzi da camera, ecc.) in numerosi film di Renato Castellani, Luigi Zampa, Mario Soldati, Eduardo De Filippo, Mario Monicelli. Ma il suo nome è legato soprattutto alla collaborazione con Federico Fellini, da Lo sceicco bianco fino a Prova d'orchestra. Così l'esperto Ermanno Comuzio, autore del fondamentale Musicisti per lo schermo. Dizionario ragionato dei compositori cinematografici (Ente dello Spettacolo, 2004), delinea i rapporti fra i due artisti: «Il rapporto Fellini/Rota è anzi unico, in certo senso, nella storia del cinema, in quanto il regista "plagiava" con la sua personalità debordante il compositore, remissivo per natura, e lo costringeva ad "inventare" le musiche che lui stesso, Fellini, aveva in testa». Del resto, lo stesso Rota concepiva l'attività del compositore del film come funzionale all'opera del regista: «La partitura dovrebbe essere un mezzo espressivo al servizio della regia per contribuire a rendere chiare le strutture dei personaggi, la sostanziale somiglianza di alcune situazioni, il legame spesso non esplicito di fatti ed azioni di una vicenda». In realtà il tocco di Nino Rota è inconfondibile: le sue note riescono non solo ad esprimere, ma a espandere e a far risaltare la forza delle immagini e ovviamente raggiunge i suoi vertici con registi come Fellini, Visconti (Le notti bianche, Rocco e i suoi fratelli, Il Gattopardo) e Coppola (Il padrino e Il padrino parte II, che gli valse l'Oscar), di cui assimila e fa propria la potenza visiva traducendola in una musica inconfondibile. La funzionalità, rimarcata anche da Fellini («Posso dire che è forse tra i musicisti cinematografici il più umile di tutti, perché veramente fa una musica, secondo me, estremamente funzionale»), trascende in colonne sonore che valgono come opere a sé, tanto da essere entrate nella storia non solo della musica, ma del costume del nostro Paese. Per la capacità di evocare sentimenti, passioni e ricordi che appartengono al vissuto di ognuno di noi. Giustamente il grande compositore ungherese Miklós Rózsa, pluripremiato con l'Oscar, lo definì «il principe delle partiture per la Settima Arte».
a seguire Prova d'orchestra (1979)
Regia: Federico Fellini; soggetto: F. Fellini; sceneggiatura: F. Fellini, Brunello Rondi; fotografia: Giuseppe Rotunno; musica: Carlo Savina, Nino Rota; montaggio: Ruggero Mastroianni; interpreti: Balduin Baas, Francesco Aluigi, Ronaldino Bonacchi, Claudio Ciocca, Clara Colosimo, Elisabeth Labi; origine: Germania/Italia; produzione: Rai, Daimo Roma, Albatros Monaco; durata: 72'
Venerdì 10 aprile ore 20.45
Cinema Trevi vicolo del puttarello, 25 Roma
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