La tradizione in tavola dell'emilia-romagna.
Bologna la grassa: il soprannome che si è meritato il capoluogo è il miglior biglietto da visita per l'intera regione, rinomata da secoli per la buona cucina.
Regina della tavola è la pasta, soprattutto quella ripiena: dagli anolini di Parma e Piacenza, ai cappellacci ferraresi con il ripieno di zucca, senza dimenticare i tipici tortellini alla bolognese, la cui forma, narra la leggenda, sia stata presa sall'ombelico di una Venere dormiente, e le sempre presenti tagliatelle al ragù.
Gli altri protagonisti della tavola emiliana sono il parmigiano reggiano e gli ottimi salumi,da
gustare insieme allo gnocco fritto o, in romagna, con la piadina.
All'influenza della lunga signoria dei Malatesta o addirittura del periodo bizantino, va fatta risalire la ricchezza delle preparazioni a base di carne.
Una lunga lista che va dal fritto misto alla bolognese (che unisce agnello, pollo, interiora e verdure) al celebberimo ragù.
Sulla pescosa costa romagnola pedomina il brodetto di pesce, mentre nelle zone umide del Po, in
particolare intorno a Comacchio,trionfano in tavola l'anatra selvatica e l'anguilla.
Tra i tanti motivi per una vacanza in romagna non è assolutamente da considerare per ultimo la
buona cucina che, potrà essere maggiormente scoperta attraverso itinerari enogastronomici, dalla costa, all'entroterra nelle tipìche locande, dove la tradizione è il comun denominatore di
agriturismi e trattorie.
martedì, aprile 21, 2009
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