lunedì, giugno 15, 2009

Un documentario inedito di Pietro Germi al Cinema Trevi

Mercoledì 17 giugno al Cinema Trevi, la sala della Cineteca Nazionale (vicolo del Puttarello 25, Roma), proietta alle ore 21.00 il documentario di Pietro Germi Scrittori e poeti anglosassoni a Roma di cui si erano perse le tracce, al punto da non essere mai citato nelle filmografie del regista ligure.

La proiezione del documentario sarà preceduta da un incontro con Claudio Bondì (autore del documentario Pietro Germi. Il Bravo Il Bello Il Cattivo, presentato al recente Festival di Cannes all’interno della sezione Cannes Classics), Maria Assunta Pimpinelli, Sergio Toffetti e un rappresentante di The Keats and Shelley House. Prima della presentazione del documentario saranno proiettati due film diretti dal grande regista ligure, girati negli anni immediatamente successivi: alle ore 17.00 La città si difende (1951), alle ore 19.00 In nome della legge (1949). Alle 21.15 circa Gioventù perduta (1947).

Durante il lavoro di controllo e identificazione che la Cineteca Nazionale svolge costantemente sui materiali conservati nei propri archivi, è stato recentemente individuato il documentario, la cui realizzazione si colloca presumibilmente nella seconda metà del 1946, essendo il relativo visto di censura (n. 1645) del 21 gennaio 1947. Questo cortometraggio (dura 9 minuti) costituisce, allo stato attuale delle conoscenze, l’unica opera “non-fiction” realizzata dal regista genovese. Suoi compagni di ventura, in questa realizzazione, sono, nel ruolo di operatore (e unico collaboratore accreditato), Carlo Nebiolo, diplomato in fotografia al Centro Sperimentale nel 1938, stesso anno di Germi, e, nel ruolo di autore del commento, grazie alle informazioni reperite nell’Archivio della Revisione Cinematografica (Direzione Generale per il Cinema del MiBAC), Anton Germano Rossi, scrittore e umorista, all’epoca redattore della rivista «Marc’Aurelio».
Il documentario in questione vuole essere un omaggio agli Alleati, inglesi e americani, liberatori dell’Urbe. È probabile che il documentario sia stato commissionato dagli stessi Alleati: una conferma di ciò potrebbe venire nel fatto che, nel giugno 1947 fu autorizzata dalla censura anche una versione in inglese, più lunga dell’originale di cento metri circa (v.c. n. 2543 del 27/06/1947), con titolo English and American Artists in Rome.
Il documentario si apre con immagini di repertorio della loro entrata in Roma (nel giugno 1944), dalle vie Appia e Casilina, attraverso Porta San Giovanni e Porta Maggiore. Seguendo percorsi speculari, i poeti e gli scrittori inglesi e americani arrivavano a Roma, “come vecchi amici…” (così recita il commento), dalle vie Salaria e Cassia, passando da Porta Flaminia. Dopo il prologo, in cui la realtà storica delle immagini di repertorio si dissolve nel passato, in una scena in cui una carrozza attraversa la campagna romana e giunge a Porta Flaminia, il documentario si svolge per nuclei e citazioni di personaggi, luoghi, testi poetici d’intellettuali inglesi e americani che vissero a Roma. Uno spazio privilegiato è riservato, in apertura, alle vicende dei tre grandi romantici inglesi che cantarono ed ebbero ispirazione da Roma: Keats, Shelley e Byron. Sono percorsi e descritti i luoghi cui i tre poeti furono legati: piazza di Spagna, dove abitarono (e dove oggi sorge la Keats and Shelley House), le terme di Caracalla, il Colosseo e il Foro Romano.
Questo cortometraggio è stato preservato trasferendo i negativi originali in nitrato (infiammabili), su matrici di sicurezza e stampando da queste due nuove copie positive. Il materiale di partenza, in particolare il negativo scena, è stato trovato in condizioni di conservazione discrete, anche se leggermente segnato da rimaneggiamenti dovuti a tagli, aggiunte e/o spostamenti, probabilmente per la realizzazione della versione inglese, che è più lunga di cento metri, ma per la quale è stata reperita soltanto la colonna e non le scene in più. Inoltre, rispetto alla colonna italiana, la scena presenta, nel punto dedicato alla campagna romana, una lacuna di circa quindici secondi che non è stato possibile integrare, non avendo finora reperito ulteriori materiali utili. Le lavorazioni sono state eseguite presso il laboratorio Studio Cine di Roma.
Cinema Trevi vicolo del puttarello, 25 Roma

Susanna Zirizzotti Relazioni Esterne - Ufficio Stampa
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