
Adesso tocca al Parlamento pronunciarsi sul documento messo a punto da Tremonti
Approvato dal Consiglio dei ministri, il documento che definisce la finanza pubblica per il prossimo quadriennio, ora deve essere vagliato dal Parlamento. Il Documento di programmazione economica e finanziaria per gli anni 2010-2013, predisposto e presentato dal ministro dell’economia e delle finanze, Giulio Tremonti indica i parametri economici essenziali, in particolare quelli relativi allo sviluppo del reddito e dell’occupazione, e le previsioni tendenziali, gli obiettivi di finanza pubblica. Il Documento - approvato da Cipe,Banca d'Italia e dall'Istat - si articola in due parti: la prima analizza gli effetti della crisi e gli interventi introdotti per il suo superamento mentre la seconda riassume gli interventi e politiche settoriali, su cui si svilupperà l’attività governativa nel prossimo quadriennio. Nel Dpef il Governo ha fissato alcune previsioni: l'economia dovrebbe ripartire dal 2010, dopo un calo del Pil del 5,2%. Nel 2010 crescerà dello 0,5% e poi, dal 2011, del 2%. Il deficit strutturale, al netto delle misure una tantum e dell'andamento dell'economia, dovrebbe raggiungere il 3,1% nel 2009 e il 2,8% nel 2010. Il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, ha svolto una relazione sul quadro complessivo degli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive per l’anno 2009. Nel corso dell'illustrazione del Dpef, a Palazzo Chigi, da parte dell'Esecutivo alle parti sociali, è stato presentato un documento congiunto di commercianti e artigiani per richiedere un incontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al fine di avviare un confronto con il Governo sui contenuti più urgenti dell'azione da sviluppare per la tenuta delle Pmi italiane. "Particolarmente opportuna - si legge nel documento congiunto di Confcommercio, Cna, Confesercenti, Confartigianato e Casartigiani - l'iniziativa assunta dal Governo, e segnatamente dal ministro per lo Sviluppo economico, circa l'attuazione e l'implementazione dei contenuti dello Small Business Act, con la previsione, in particolare, di una legge annuale per le Pmi, strettamente collegata alla manovra di bilancio". Tra i contenuti urgenti da affrontare, conclude il documento ci sono "la questione credito, ricomprendendo in essa il tema dell'avviso comune in materia di moratoria dei crediti, il problema della commissione di massimo scoperto e la rivisitazione dei parametri di Basilea 2 per temperarne gli effetti prociclici". Tra i provvedimenti più importanti, il Consiglio ha approvato in via preliminare anche uno schema di disegno di legge, che verrà inviato alla Conferenza unificata per il necessario parere, che individua le funzioni fondamentali di Province, Comuni, Città metropolitane e semplifica taluni aspetti dell’ordinamento locale; il provvedimento prevede inoltre alcune importanti deleghe che il Governo chiede al Parlamento in materia di trasferimento di funzioni amministrative, Carta delle autonomie locali, razionalizzazione delle Province e delle Prefetture-Uffici territoriali del Governo. Una parte dello schema è dedicato a una imponente operazione di riordino e di soppressione di organismi decentrati (come le Comunità montane, i difensori civici, le circoscrizioni di decentramento comunale, i Consorzi e bacini imbriferi montani).
Approvato dal Consiglio dei ministri, il documento che definisce la finanza pubblica per il prossimo quadriennio, ora deve essere vagliato dal Parlamento. Il Documento di programmazione economica e finanziaria per gli anni 2010-2013, predisposto e presentato dal ministro dell’economia e delle finanze, Giulio Tremonti indica i parametri economici essenziali, in particolare quelli relativi allo sviluppo del reddito e dell’occupazione, e le previsioni tendenziali, gli obiettivi di finanza pubblica. Il Documento - approvato da Cipe,Banca d'Italia e dall'Istat - si articola in due parti: la prima analizza gli effetti della crisi e gli interventi introdotti per il suo superamento mentre la seconda riassume gli interventi e politiche settoriali, su cui si svilupperà l’attività governativa nel prossimo quadriennio. Nel Dpef il Governo ha fissato alcune previsioni: l'economia dovrebbe ripartire dal 2010, dopo un calo del Pil del 5,2%. Nel 2010 crescerà dello 0,5% e poi, dal 2011, del 2%. Il deficit strutturale, al netto delle misure una tantum e dell'andamento dell'economia, dovrebbe raggiungere il 3,1% nel 2009 e il 2,8% nel 2010. Il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, ha svolto una relazione sul quadro complessivo degli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive per l’anno 2009. Nel corso dell'illustrazione del Dpef, a Palazzo Chigi, da parte dell'Esecutivo alle parti sociali, è stato presentato un documento congiunto di commercianti e artigiani per richiedere un incontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al fine di avviare un confronto con il Governo sui contenuti più urgenti dell'azione da sviluppare per la tenuta delle Pmi italiane. "Particolarmente opportuna - si legge nel documento congiunto di Confcommercio, Cna, Confesercenti, Confartigianato e Casartigiani - l'iniziativa assunta dal Governo, e segnatamente dal ministro per lo Sviluppo economico, circa l'attuazione e l'implementazione dei contenuti dello Small Business Act, con la previsione, in particolare, di una legge annuale per le Pmi, strettamente collegata alla manovra di bilancio". Tra i contenuti urgenti da affrontare, conclude il documento ci sono "la questione credito, ricomprendendo in essa il tema dell'avviso comune in materia di moratoria dei crediti, il problema della commissione di massimo scoperto e la rivisitazione dei parametri di Basilea 2 per temperarne gli effetti prociclici". Tra i provvedimenti più importanti, il Consiglio ha approvato in via preliminare anche uno schema di disegno di legge, che verrà inviato alla Conferenza unificata per il necessario parere, che individua le funzioni fondamentali di Province, Comuni, Città metropolitane e semplifica taluni aspetti dell’ordinamento locale; il provvedimento prevede inoltre alcune importanti deleghe che il Governo chiede al Parlamento in materia di trasferimento di funzioni amministrative, Carta delle autonomie locali, razionalizzazione delle Province e delle Prefetture-Uffici territoriali del Governo. Una parte dello schema è dedicato a una imponente operazione di riordino e di soppressione di organismi decentrati (come le Comunità montane, i difensori civici, le circoscrizioni di decentramento comunale, i Consorzi e bacini imbriferi montani).
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