I risultati dei test di paternità, effettuati nel 2008 nel Nordest, hanno evidenziato che il 15% dei bimbi nati all’interno del matrimonio non sono figli di “papà”. In pochi anni le richieste per accertamenti di paternità sono aumentate a dismisura. Boom per le richieste via internet: un pò di saliva, tutto in busta chiusa, un bonifico da poche centinaia di euro ed il gioco è fatto. L’esito è dichiarato essere certo al 99,9 %. Non è fantascienza ma è certo l’ultima frontiera dell’investigazione scientifica. Tra i molti laboratori che operano on-line alcuni sono Italiani, altri esteri. Per districarsi nell’ardua scelta di un fornitore altamente affidabile, data l’estrema delicatezza del tema in corso d’indagine, è essenziale verificare la competenza tecnica del laboratorio cui si intende affidarsi. Uno dei parametri fondamentali è la presenza dell’accreditamento ISO17025, sinonimo non solo di preparazione specialistica in tema di analisi genetiche da parte di tutto il personale dello staff ma anche garanzia sull’impiego delle apparecchiature più avanzate per l’esecuzione delle analisi. Ma su cosa si basa il test del DNA? Ogni persona possiede nel proprio DNA uno specifico codice che costituisce la propria “impronta digitale genetica”. Il Test di Paternità si affida proprio a questo principio: ogni individuo eredita metà del proprio patrimonio genetico dai genitori, il 50% dal padre biologico ed il 50% dalla madre biologica. Il test consiste nel confrontare le caratteristiche genetiche del figlio con quelle del presunto padre o madre che, per essere considerati legittimi genitori biologici, dovranno possedere ciascuno metà del profilo genetico presente nel figlio.
sabato, ottobre 03, 2009
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