lunedì, aprile 19, 2010

Il sogno americano del poker: Moneymaker

Dal 2003 in poi c'è stato un boom incredibile, specialmente negli usa, del gioco del poker e in particolare del texas holdem. Il motivo è abbastanza semplice ed è dovuto all'exploit di Moneymaker. Già il suo cognome è tutto un programma. La realtà dei fatti fu che per la prima volta, grazie anche al gioco online, tante persone alle prime armi, ebbero l'opportunità (tramite tornei satelliti o con pochi dollari) di raggiungere e di raggranellare una somma cospicua quale 10 mila dollari per poter partecipare al campionato del mondo di poker e confrontarsi con i migliori i quali, per la prima volta, non erano più solo una stretta cerchia di persone che giocava tra di loro, ma si confrontava finalmente con il grande pubblico. Fortuna volle, per il movimento in generale, che il più sconosciuto e meno stimato di tutti vincesse il torneo mettendo in fila tutti i campioni tradizionali compreso il grande Sam Farha che venne battuto in heads up. Da lì Chris Moneymaker scrisse il libro “Come convertire 40 dollari in 2 milioni e mezzo” perché proprio lui vinse un torneo satellite da 40 dollari e da lì, passo dopo passo, arrivò alla vittoria delle World Series Of Poker. diventando quindi l'incarnazione del sogno americano: chiunque può farcela. Se ci immedesimiamo nel giocatore qualunque possiamo dire che questo è un gioco bellissimo, che premia i migliori e lo studio, ma allo stesso tempo ci permette di toglierci delle soddisfazioni incredibili, in quanto nessuno di noi giocherà mai il campionato del mondo di pallone, mentre invece potremo giocare la finale del campionato del mondo di poker e addirittura vincerla. Pagando una quota d'iscrizione abbastanza alta ci si può confrontare con i migliori del mondo, mentre difficilmente si potrà giocare a pallone con Maradona. Non ci sono quindi barriere all'ingresso e la partecipazione è in prima persona, cioè si va a giocare direttamente senza guardare la finale in televisione. La televisione è solo uno strumento di diffusione e di insegnamento, dal quale apprendere, ma poi potete diventare protagonisti in prima persona e non solo spettatori. Potrete persino dire di aver battuto in una mano un professionista o addirittura di averlo buttato fuori dal torneo. Non pensate che sia impossibile in quanto tutti commettiamo errori pro inclusi e questo è il bello del poker e questa è la storia che ci ha accompagnato fino ad oggi. Se io oggi sono qui a scrivere questo articolo, grazie ad un sito che me lo permette e voi state leggendo perché ne siete appassionati dobbiamo tutti dire grazie anche a Moneymaker. Certo non è che sia tutto dovuto a lui, ma sicuramente ha avuto un effetto positivo nell'accelerare la crescita, non voglio dire generarla, perché nel 1970 al primo main event del WSOP il vincitore fu semplicemente nominato, mentre dal 1971 in poi i tornei dei campionati mondiali si disputavano con 15-30 partecipanti. Nel 2003 con Moneymaker erano 800, mentre l'anno dopo 2500 e quello dopo ancora 7500.

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