venerdì, aprile 16, 2010

Storia dell’Abito daSposa 2/2

Nel Trecento, in Inghilterra, le spose vestivano con ricchi abiti, ma portavano in mano rametti di rosmarino, che simboleggia il ricordo, la fedeltà.

Nel Medioevo il vestito da sposa era tipicamente rosso, a simboleggiare amore ardente, e cucito con stoffe preziose, come velluti, broccati e damaschi

Un’analisi del costume attraverso i secoli, ci conferma che il primo abito da sposa bianco documentato è della principessa Filippa, figlia di Enrico IV d’Inghilterra, che nel matrimonio con Erik di Danimarca nel 1406, indossò una tunica e un mantello di seta bianca orlati di pelliccia di vaio e d’ermellino.

La moda, durante tutto il Rinascimento, era molto fastosa e ricca di ricami: gli abiti da sposa erano colorati perché sarebbero stati indossati anche successivamente, in occasione di altri eventi. Il colore più usato era, comunque, il rosso in quanto ritenuto un colore che propiziasse le nascite.

Lo strascico nell’abito nuziale, appare solo nel XVI secolo, col significato di potere e prestigio, in altre parole dalla lunghezza dello“strascico” si poteva desumere l’appartenenza sociale: quanto più lo strascico era lungo e decorato tanto più era sinonimo di ricchezza e di prestigio.

Nel XVII secolo, segnato da profonde lacerazioni religiose, le feste nuziali diventano più intime. Le famiglie investono soprattutto per il corredo, la dote e l’abito, quasi sempre usato, riutilizzato anche dopo il matrimonio.

Il secolo XVIII rappresentò, nella storia del costume, il culmine dell'eleganza.

Dopo la Rivoluzione Francese, Giuseppina Bonaparte lancia la linea definita “stile Impero” un abito tagliato sotto il seno con un bustino a vita alta da cui scende morbidamente la gonna. Un modello di abito pensato per evidenziare meno i fianchi e l’addome.

Successivamente la Regina Vittoria lanciò uno stile che prende il suo nome, Vittoriano: vita stretta con corpetto aderente e gonna ampia con strascico.

Nel 1840 la regina Victoria è stata colei che ha rotto la tradizione reale indossando un abito bianco anziché un abito color argento usato fino ad allora nei matrimoni regali. Il suo abito era ricamato in bianco con fiori d’arancio con uno strascico lunghissimo. Sui capelli portava gli stessi fiori del vestito mescolati con i diamanti e aveva un velo di ricamo di Honiton.

Sempre nel XIX secolo il colore bianco assume nuovi significati: la Chiesa Cattolica, nel 1854, riconobbe il dogma dell'Immacolata Concezione e il bianco diventò, di conseguenza, simbolo di purezza.

Intorno agli anni Trenta del XX secolo si affermò l'abito da sposa come lo intendiamo oggi: bianco, lungo, con il velo e un bouquet di fiori.

Tra le due guerre mondiali, la moda ovviamente subì una fase recessiva che portò ad un’essenzialità nei costumi: negli abiti da sposa le gonne si accorciano e si eliminano tutti gli elementi decorativi, spesso questo abito si noleggia, o si presta da una famiglia all’altra.

Con la ricostruzione ed il conseguente benessere, il grande matrimonio in bianco torna di moda e rimane un evento sfarzoso fino ai nostri giorni.

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