La crittografia è una scrittura "segreta", nascosta, che consente di rendere i messaggi illegibili per le persone che non hanno l'autorizzazione a visionarne il contenuto.
Questa tecnica può assumere - naturalmente - infinite forme, di modo che sia sempre difficile per chiunque provi a "violare il codice" individuare la giusta chiave di lettura.
Anche la PEC (Posta Elettronica Certificata), dovendo veicolare documenti ufficiale e con valore legale, utilizza una complessa crittografia che potregge gli utenti da letture non autorizzate.
La crittografia - pertanto - assicura che la corrispondenza tra le email sia sicura e risevata.
Ma come funziona - esattamente - questa tecnica?
Il principio è molto semplice: ogni utente possiede un proprio certificato di autenticazione, ovvero un componente associato univocamente a quel soggetto e che - pertanto - lo identifica in maniera eslusiva; in pratica è una sorta di "DNA digitale".
Quando viene inviato un messaggio firmato ad un destinatario, il messaggio contiene anche la "chiave di lettura" che consente di decifrarlo. Da quel momento in poi basterà conservare il certificato di firma per poter leggere anche i messaggi che il medesimo utente invierà successivamente al medesimo destinatario.
L'unico problema che la crittografia determina è l'incapacità di leggere - da parte degli antivirus presenti sul server di posta - l'eventuale presenza di un'infezione.
Per ovviare a questo problema, basta accertarsi di aver installato un buon antivirus sulle varie postazioni da cui si accede alla PEC.
In questo modo, il programma sarà in grado - una volta decifrato il messaggio - di bloccare l'eventuale l'infezione.
lunedì, maggio 24, 2010
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