Fino a pochi anni fa, in un intervento di trapianto di capelli, si tendeva al raggiungimento di una eccessiva perfezione disegnando una linea frontale troppo simmetrica con immediata densità. Negli anni, l'esperienza ha invece dimostrato che tale approccio produce risultati innaturali in quanto una eccessiva densità è sconsigliabile, soprattutto se le riserve delle zone donatrici sono limitate.
Pur essendo l’intervento di autotrapianto dei capelli sempre il medesimo nella sua esecuzione, il risultato finale dovrebbe essere sempre diverso proprio per il modo in cui il chirurgo affronta il disegno personale della linea frontale.
Vi sono varie formule che indicano la collocazione ideale della linea frontale. E’sempre consigliabile tuttavia un approccio conservativo (8 – 9 cm di distanza dalla glabella) da adattare alla forma del viso, all’età, all’estensione della calvizie, alla densità dell’area donatrice del paziente. Per ottenere la naturalezza dell’insieme si procede alla creazione dei siti di ricezione secondo un percorso irregolare e casuale.
Il chirurgo deve mettersi di continuo davanti al paziente in modo da averne una prospettiva anche frontale.
Nei primi 2 cm di linea frontale si eseguono incisioni traverse, coronali, all’interno delle quali verranno inseriti esclusivamente trapianti con singoli follicoli provenienti dalla zona laterale del capo e particolarmente adatti per la maggiore sottigliezza dei loro capelli. La distanza tra gli impianti è in rapporto alla densità che si desidera raggiungere, fermo restando quel gradiente che consente di ottenere una maggiore naturalezza. Il resto delle incisioni sono radiali, sagittali, e riceveranno unità follicolari.
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