Ogni trattamento protesico di successo nasce sempre da una corretta diagnosi e di conseguenza un corretto piano di trattamento. La definizione precisa di un eventuale approccio multidisciplinare, della tecnica ricostruttiva, del tipo di restauro e dei materiali da utilizzare è un elemento chiave per l’ottenimento di un ottimo risultato estetico. Questo metodo si deve ripetere per tutti i trattamenti sia semplici che complessi. Il presente lavoro mostra quattro casi clinici che riguardano il trattamento protesico di elementi dentari del gruppo frontale superiore. Ogni caso è stato trattato con la soluzione protesica più indicata in relazione ai parametri che sono stati studiati nella fase diagnotica. La possibilità di poter sciegliere tra più tecniche e materiali restaurativi ci consente di ottimizzare al meglio il risultato finale dei nostri trattamenti protesici in relazione alla funzione ed all'odontoiatria estetica.
CASO 1 Faccette in Alumina, corone in Alumina e abutment in Zi.
La riabilitazione completa del gruppo frontale superiore spesso richiede un approccio multidisciplinare per l’ottenimento di un’estetica ottimale. L’analisi facciale, del sorriso e dento-labiale ci permettono di formulare una corretta diagnosi e di conseguenza un correto piano di trattamento. La chirurgia parodontale pre-protesica, purchè a monte via sia una corretta diagnosi, consente di ottimizzare le proporzioni dentali, i livelli gengivali, correggere gli zenit al fine di migliorare l’estetica finale del sorriso. La finalizzazione protesica rappresenta l’atto finale del trattamento multidisciplinare . Il caso clinico presenta una giovane paziente con importante compromissione dell’estetica del sorriso. E’stata eseguito un intervento parodontale di ostectomia e osteoplastica vestibolare per regolarizzare le prporzioni dentali, i livelli gengivali e gli zenit. E’stato anche inserito un impianto NobelReplace Np (Nobel Biocare) in regione 1.2 con tecnica rigenerativa. La terapia protesica definitiva ha previsto la costruzione di 5 faccette in Alumina (0,25 mm), un abutment in Zi e due corone in Alumina (0,4 mm) con tecnica Cad/Cam (Procera).
Al follow-up di un anno tutti i restauri si presentano in perfetto stato.
CASO 2 Corona in ceramica feldspatica (NobelRondo)
La ceramica feldspatica cotta su materiale refrattario garantisce l’ottenimento di restauri estramamanete estetici e naturali. Questa procedura è indicata per la costruzione di faccette e intarsi. Questi restauri ha un valore di resistenza alla frattura molto basso, tuttavia, una volta cementati con tecnica adesiva, raggiungono un’eccellente robustezza. La cementazione per questi materiali ha un ruolo fondamentale: la conservazione dello smalto, l’isolamento del campo, la mordenzatura dei manufatti protesici e l’utilizzo rigoroso della tecnica adesiva sono alla basa della metodica. Nel caso specifico è stata costruita una corona completa in ceramica feldspatica poichè: la giovane paziente presentava un morso aperto quindi assenza di contatti occlusuli sia in fase statica che dinamica, il moncono protesico presentava ancora importante areee di smalto ed era privo importanti di discromie. Dopo un anno di permanenza nel cavo orale la corona non presenta alcuna alterazione ed è perfettamente integrata.
CASO 3 Corone in Alumina
In seguito all’ intervento di chirurgia parodontale eseguito per motivi biomeccanici ed estetici il caso è stato finalizzato con corone Procera in Alumina (0,6 mm). L’Allumina è un materiale con ottime qualità meccaniche ed estetiche e rappresenta il giusto equilibrio tra opacità e traslucenza.
L’indicazione principe per l’utilizzo di questo materiale è nel gruppo frontale, in particolare per gli elementi dentari discromici, dove l’utilizzo di materiali eccessivamente traslucenti richiederebbe preparazioni più aggressive. A circa un anno dalla cementazione i restauri sono perfettamente integrati.
CASO 4 Abutment in Zi, Corona in ZI, faccette in ceramica (NobelRondo)
Una corretta diagnosi pre-operatorie ed un’adeguata scelta dei materiali protesici sono alla base del successo estetico nel trattamento implanto-protesico dei settori anteriori. Il caso clinico mostra un giovana paziente che in seguito ad un trauma ha riportato l’avulsione dell’elemento 1.1 con grave perdita ossea e la lussazione degli elementi 2.1 e 2.2 con alterazione delle relative posizioni dentali. E’stato inserito un impianto NobelSpeedy RP (NobelBiocare) in posizione protesicamente guidata , la terapia rigenerativa è stata eseguita con una nuova metodica: placca da osteosintesi riassorbibile in PLLA-PGA , osso autogeno, Bio-Oss e membrana riassorbibile. A distanza di 9 mesi circa l’impianto appare completamente circondato da osso rigenerato. Il caso è stato finalizzato con un Abutment in Zi e Corona in Zi (Procera) per l’elemento 1.1, e faccette in ceramica feldspatica (NobelRondo) per gli elementi 2.1 e 2.2. Dopo un anno di funzione tutti i restauri sono perfettamente integrati
Dr. Giacomo Fabbri
Studio Odontoiatrico Ban Mancini Fabbri Cattolica
venerdì, giugno 25, 2010
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