Praticantato = la gavetta dell’avvocatoIl termine praticantato precede quello di avvocato. È quel tirocinio che il candidato futuro avvocato deve seguire per un periodo di tempo per poi poter sostenere l’esame di Stato. In questo periodo il praticante svolge delle ricerche propedeutiche di altri avvocati e redige atti, memorie, comparse, citazioni presso lo studio in cui è inserito. Mentre se il praticante svolge il suo tirocinio in tribunale, assiste alle udienze, deposita atti presso la cancelleria, oppure va all’ufficio notifiche per rilasciare atti da notificare.
Per quanto riguarda una retribuzione, solitamente non esiste durante il periodo del praticantato ma questo non è legge. Dipende dal luogo in cui si sostiene tale tirocinio, dal capo, dal numero di ore e dall’accordo personale che tirocinante e datore di lavoro stipulano.
Tale pratica di avvocatura ha una durata minima di ventiquattro mesi e funziona così :
- all’inizio il praticante riceve un libretto in cui segna le udienze seguite ( con un minimo di 20 a semestre), gli atti processuali e attività stragiudiziali a cui partecipa. Ogni sei mesi tale libretto sarà controllato da un tutore dell’Ordine e firmato dal “dominus”;
- Alla fine di ogni anno vanno redatte 10 relazioni su cause seguite e su questioni giuridiche osservate durante l’anno ;
- Alla fine del primo anno di praticantato esiste la possibilità di fare la domanda per l’abilitazione al patrocinio. Attraverso questa domanda si potrebbe accedere alla possibilità di seguire da vicino causa minori, esempio quelle di competenza del giudice di pace.
Ecco come si struttura la gavetta di colui che poi riuscirà ad avere quel titolo tanto, studiato, sudato e atteso di avvocato.
Avvocato treviso per maggiori informazioni.
lunedì, giugno 21, 2010
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