Prevenire l’invecchiamento cerebrale? Fatelo controllando il cuore.
Questa strana relazione emergerebbe da uno studio condotto dall’Università di Boston, secondo il quale un’insufficiente quantità di sangue pompata dal cuore indurrebbe a un precoce invecchiamento del cervello. Questo accade non solo in caso di malattie cardiovascolari (ad esempio insufficienza cardiaca o patologie coronariche) ma anche se la quantità del sangue pompato non è proporzionata alla massa corporea.
Attraverso la risonanza magnetica (MRI) è stato costatato che a una quantità di sangue pompata ridotta - rispetto alla corporatura di una persona – corrisponde una diminuzione del volume cerebrale.
«I risultati sono interessanti in quanto suggeriscono che l’indice cardiaco e la salute del cervello sono collegati» spiega la dottoressa Angela L. Jefferson, autrice dello studio e professoressa di neurologia presso la Boston University School of Medicine.
Sono state prese in esame più di 1.500 persone per una fascia d’età compresa tra i 34 e gli 84 anni. Dai risultati è emerso che nelle persone con un basso pompaggio di sangue o con un cuore più affaticato (quindi che presentavano un indice cardiaco basso) si riscontra un invecchiamento cerebrale in media superiore di almeno due anni rispetto a chi ha un cuore sano o comunque un indice cardiaco più elevato.
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