mercoledì, settembre 08, 2010

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L’Homeland Security è una nuova terminologia che appare nel gergo letterario della Sicurezza U.S.A. a seguito dell’attacco terroristico alle torri gemelle di New York nel settembre 2001. Essa voleva esprimere lo sforzo attuato dal governo per far fronte, contrastare le nuove minacce rivolte alla sicurezza nazionale. Ma il termine, già dopo i primi studi e le primissime azzardate ricerche ha assunto una notevole quanto significativa e ampia proposta di prevenzione e difesa del territorio. Infatti nella consapevolezza che la globalizzazione, durante il suo sviluppo, ha imposto alle Nazioni le ricercate capacità di garantire alle persone, alle infrastrutture e al territorio modelli di sicurezza sempre più all’avanguardia e stategicamente applicabili sia in contesti di antiterrorismo che in termini propriamente di calamità naturali, incidenti, etc. L’Homeland Security, quindi, non prevede esclusivamente un adeguato sistema di prevenzione agli atti criminosi, ma essa deve avere capacità di strutturarsi attraverso politiche di prevenzione e coesione sociale strutturandosi altresì sull’impiego di moderni sistemi ICT (Information & Comunication Technology). A tal proposito fondamentale se non indispensabile corre in aiuto l’ingegneria ICT al fine di architettare e realizzare un sistema di HS che rappresenti la totalità preventiva e difensiva di un intera Nazione. A cominciare, dunque, dalle Regioni e proseguire poi verso le più alte Istituzioni occorre che oggi ci si faccia portatori di nuove, quanto importanti, metodologie e strategie di Sicurezza Globale. L’Italia, con le sue infrastrutture, le sue metropoli, i suoi porti commerciali, le sue opere d’arte, dovrebbe assimilare il concetto di HS attraverso un impegno a 360 gradi il quale vada a prevedere la co-partecipazione di più soggetti operanti, nell’insieme e nella cooperatività, per mezzo e attraverso di un Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, il quale indentifico nell’acronimo HDUAS (Homeland Defense Unified Actived Strategy)
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