Amalfi, antica repubblica marinara, ha dato i natali alla nobile arte della lavorazione della carta a mano, un’arte che ha segnato un cambiamento radicale nella storia della civiltà umana.
La carta di Amalfi, chiamata anticamente Charta Bambagina, è una carta tra le più pregiate e ricercate. Secondo alcune fonti il termine deriva dalla città araba El Mambig secondo altre deriva dal nome greco Bambax che significa cotone.
La carta "Bambagina" fu nel 1220 proibita da Federico II per gli atti notarili in quanto considerata meno duratura della pergamena. Nonostante il suo divieto ha tuttavia continuato ad essere prodotta ed utilizzata. Fogli antichi di carta Amalfitana, a dispetto dei timori che ne comportarono il divieto d'uso, sono tuttora conservati e riportano documenti del '400.
La scoperta della carta risale al 105 dopo Cristo ed è attribuita ad un ministro cinese di nome Ts’ai Lun. L’arte di fabbricare la carta, dalla Cina, attraversò il mondo velocemente, nel 700-750 fu utilizzata in Giappone ed in Occidente e nel 1200 varcò il confine italiano.
Con molta probabilità, però, pare che gli amalfitani vennero a conoscenza dei processi di fabbricazione della carta ancor prima dell’anno 1000 grazie ai loro frequenti rapporti commerciali con il mondo arabo, tuttavia non è da escludere che a bordo delle “galee”, che in epoca medievale facevano la spola tra le coste italiane e la Terra Santa, per trasportare crociati e mercanzie, si siano imbarcati “Magistri in arte cartarum”, abili maestri della lavorazione della carta, i quali con la loro mano d’opera specializzata possano aver introdotto tale tipo di lavorazione nel nostro paese.
Sta di fatto che gli amalfitani ben presto fecero di Amalfi un punto nevralgico nella produzione della carta sfruttando non solo il suo prestigio nel commercio mediterraneo, il quale consentì di reperire facilmente grosse quantità di materia prima, ma anche e soprattutto, la presenza generosa dei ruscelli di acqua chiara che consentirono la produzione di carta di buona qualità.
Le prime cartiere di Amalfi sorsero nella Valle dei Mulini che, sfruttando l’energia idraulica del fiume Canneto, incominciarono a produrre e a diffondere questa pregiata carta dapprima nelle altre città campane e poi in tutte le città dell’Italia meridionale.
La lavorazione della carta divenne ben presto un traino per l’economia locale.
La carta Amalfitana venne usata per scritture private, per atti pubblici e valori bollati, per archivi ecclesiastici, per la produzione di stemmi e per simboli araldici, e fu ampiamente utilizzata anche presso le Corti degli Angioini, degli Aragonesi e dei Borboni.
Alla fine del ‘700, nella valle dei Mulini, si contavano ben 16 cartiere.
Nel corso del ‘800, molti furono gli artisti, come l'Amalfitano Pietro Scoppetta, gli scrittori stranieri, come Henry Longfllow o Karl Friedrich che furono affascinati dalla bellezza suggestiva di questa valle, dove tra agrumeti e cascate d’acqua ergevano queste cartiere.
Purtroppo questo periodo così florido ebbe vita breve: la Valle mal si collegava con i grandi centri quindi inevitabili furono le difficoltà non solo di approvvigionamento delle materie prime ma anche di smercio del prodotto, inoltre ad irrobustire tali difficoltà furono da una parte la mancanza di acque abbondanti dei fiumi a regime costante e dall’altra il mancato ammodernamento delle attrezzature.
Il colpo di grazia fu dato dalla catastrofica alluvione che colpì Amalfi nel novembre 1954 e che distrusse quasi tutte le cartiere. Rimasero attive soltanto due famiglie di cartai: i Milano, che riconvertirono la loro cartiera in museo, e gli Amatruda, che ancora oggi continuano a produrre la carta a mano.
I cartai amalfitani, nonostante le aspre avversità, hanno portato con la loro tenacia, laboriosità e spirito di sacrificio, generazione dopo generazione, fino ai nostri giorni questa antichissima e pregiatissima carta, oggi apprezzata da tutto il mondo.
Attualmente la prestigiosa carta di Amalfi viene scelta in occasione di annunci di cerimonie per dare un tocco di classe in più.
giovedì, settembre 23, 2010
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