Anche quest’anno la Bottega editoriale, società impegnata sul triplice fronte dell’editoria, del giornalismo e della comunicazione, ha dato il via al corso Scuola di Redattore di casa editrice, giunto alla VI edizione. Accompagnato da una diffusa promozione sulle pagine della carta stampata – e non solo – ha richiamato l’attenzione di un buon numero di partecipanti.
Iniziate il 4 ottobre, le lezioni della Scuola proseguiranno fino al 31 gennaio per un totale di 28 incontri, gestiti da professionisti del settore e da docenti universitari calabresi. Sì, perché uno dei pregi del corso è proprio quello di vedere la sua attività contestualizzata nella realtà editoriale del Mezzogiorno, che verrà conosciuta direttamente grazie anche ad alcune visite guidate presso case editrici del territorio meridionale, più specificamente calabrese e siciliano. Direttore del corso, e docente delle lezioni svoltesi finora, è Fulvio Mazza, giornalista e amministratore de la Bottega editoriale stessa.
Presso i locali della Biblioteca Civica di Cosenza – una delle tre locations scelte per i lavori della Scuola insieme al Centro editoriale e librario dell’Unical e al Liceo scientifico “Pitagora” di Rende – i corsisti stanno avendo un primo assaggio di quelle che sono la figura del redattore e l’organizzazione di una casa editrice. Nell’ambito di questa il redattore continua a svolgere un ruolo fondamentale, in quanto responsabile della qualità dei prodotti editoriali e riferimento dei collaboratori della redazione. Ma in conseguenza dell’uso delle moderne tecnologie è richiesto anche che egli possieda conoscenze in campo tecnico e informatico, così da poter intervenire efficacemente nelle scelte attinenti alla sfera sia testuale sia paratestuale. Questa pluralità di competenze attribuite al redattore trova un riscontro nell’eterogeneità dei corsisti, differenti per fascia di età, per curricula di studi, per esperienze professionali, ma tutti accomunati dalla passione per l’oggetto libro, che, nonostante l’avvento di nuove possibilità di fruizione – basti pensare agli e-books e agli strumenti adatti alla loro lettura –, esercita ancora un grande fascino. Sono unici nel loro genere quella voglia di sentire tra le mani una “raccolta di fogli”, tenuta insieme da una copertina, e il sottile piacere che si prova nel sentire o l’odore intenso di un libro fresco di stampa o quello carico di storia di una cinquecentina.
L’evoluzione della produzione del libro sono stata affrontata durante una visita alla Biblioteca Civica guidata da Michele Chiodo. Nella sezione dedicata a incunaboli e a libri rari e antichi si è manifestata in tutta la sua gravità la patologia di cui soffrono gli aspiranti redattori al seguito di Mazza: prima di tutto lo stupore che li ha colti nel verificare il prezioso patrimonio bibliografico della Civica, tra i più importanti del Meridione, e in secondo luogo l’irrefrenabile curiosità rivolta a miniature, modalità di impaginazione e marchi tipografici riscontrabili sui volumi esaminati. È a questo punto evidente quale sia lo spirito che anima gli incontri della Scuola. Ogni partecipante sperimenta quotidianamente diverse modalità di relazione con i libri – vi sono fruitori, autori, storici, biblioteconomisti – e nessuno sfugge alla tentazione di conoscere i meccanismi che portano alla loro stampa.
Le lezioni si sono aperte con una panoramica sulla struttura organizzativa di una casa editrice e con l’analisi del percorso che un libro compie dalla sua stesura e prima proposta all’editore fino all’immissione nel mercato editoriale come prodotto finito. Ma, lungi dal voler calare dall’alto teorie e verità assolute, lo staff de la Bottega editoriale ha immediatamente posto ai corsisti primi esempi di problematiche pratiche da affrontare nel lavoro di redazione, con particolare riferimento ai controlli tecnici, contenutistici e stilistici da effettuare sulle bozze dei testi. Per consentire un’organica acquisizione delle “regole” da seguire in tali attività, è stato distribuito a tutti un manuale, presentato come la Bibbia del redattore – o almeno del redattore di Bottega scriptamanent e Direfarescrivere, le due riviste on line de la Bottega editoriale –, ma immediatamente ne è stato spiegato l’uso “intelligente” che è necessario farne. Il mondo dell’editoria è fatto di diverse persone e rationes, quindi nessuna regola è applicabile in modo assoluto a tutti i casi e questa mentalità critica genera spesso nelle lezioni interessanti dibattiti, che nella maggior parte dei casi rispondono alla domanda iniziale con uno stimolante «dipende», affermazione che riecheggia e pungola negli incontri pomeridiani.
Per non farsi mancare niente la Bottega editoriale aggiunge alle sue attività anche quella dei trasporti con il servizio “navetta” per i corsisti pendolari che si servono dei mezzi pubblici e avrebbero difficoltà nel raggiungere la sede delle lezioni. Seguire questa Scuola, infatti, è anche sacrificio, ma ognuno lo affronta sostenuto dalle motivazioni previste dallo stesso bando del corso. Vi sono laureandi, neolaureati, disoccupati, ma soprattutto appassionati, che vogliono acquisire un titolo, sfruttare le possibilità lavorative, migliorare o specializzare il proprio curriculum. È chiaro che ora, nelle fasi iniziali della Scuola, la domanda è: riuscirà ciascuno a portare a termine il cammino che si è proposto? Pur rifuggendo da qualsiasi pretesa di infallibilità, possiamo rispondere con assoluta certezza che «dipende».
Francesco Mattia Arcuri
(Per approfondimenti: www.bottegaeditoriale.it , Agenzia letteraria diretta da Fulvio Mazza)
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