Ovviamente, se si applica l’assioma a un’esperienza più limitata, è evidente che alcuni dati possano fornire una descrizione oggettiva, anche se parziale, di un territorio. Ad esempio, i dati relativi alla criminalità, pubblicati recentemente dal Sole 24 Ore, appartengono a questa categoria. Dati che spesso contraddicono l’opinione comune, mentre, altre volte, sembrano confermarla. Interessanti sono, ad esempio, le informazioni relative agli scippi, che vedono sul podio le province di Catania, Napoli e Bari. Per quanto riguarda le frodi informatiche, invece, al primo posto troviamo Napoli, seguita da Bologna e Isernia.
In base ai numeri, però, le tipologie di crimini più diffuse sono i reati contro la proprietà e soprattutto i furti negli appartamenti, superati, quanto a frequenza, soltanto dai furti d’auto. In base al numero di rapine ogni diecimila abitanti, ai primi tre posti si piazzano città come Lucca, Asti e Pavia, con 24, 22 e 20,5 furti ogni 10mila abitanti. Le grandi città si collocano qualche gradino più in giù: per quanto riguarda le case a Bologna il rischio è 13,3, a Roma addirittura 11,3; più su Torino con 17,6, Milano con 17,4, mentre Napoli ha addirittura 5,8 furti ogni 10mila abitanti. Le case più tranquille risultano quelle di Potenza, Oristano e Crotone.
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