Esiste un tema che 'scalda' molto gli animi..........quello della casalinga.
Il lavoro all'interno delle mura domestiche è, da alcune persone, molto sottovalutato e, forse, la motivazione principe è proprio quella del mancato contributo economico alla famiglia.
Ma c'è una domanda che mi assilla (e, a giudicare dall'interesse, non sono la sola) :"Perché, lo stesso tipo di lavoro, svolto a casa di qualcun altro (come la baby sitter, la colf, la badante etc.) è degno di un riconoscimento economico......mentre, se fatto a casa propria viene dato per 'dovuto'.....anzi, spesso ci si prende anche della 'mantenuta?"
E' un controsenso degno di nota, che per troppo tempo, abbiamo accettato come 'giusto'.
Rispetto ad altri paesi siamo indietro anni luce........
Si crede che, per la donna sia stata una conquista lavorare fuori casa.....e la è stata, ma solo se è una scelta e non un obbligo!
Un obbligo che ci spinge ad allontanarci dai nostri figli che lasciamo (paradossalmente) in compagnia di una baby sitter, la quale, magari, a casa ha dei figli a sua volta........
e se non abbiamo i soldi per permettercela, magari li lasciamo ad una nonna, ma arrivate a casa ci ritroviamo tutto da fare e non passiamo 'tempo di qualità' con loro, lasciandoli davanti alla tv.......
e poi, il giorno dopo si ricomincia dal principio.
Una società evoluta deve dare la libertà di scelta ed apprezzare chi si vuole ancora occupare della famiglia, riconoscendo anche il valore sociale del mestiere di casalinga, dandole una dignità ed un minimo di indipendenza.
Se rifettiamo capiamo che, la cosa, avrebbe senza ombra di dubbio dei benefici su larga scala, per il semplice fatto che :
-ci lamentiamo della gioventù odierna.....ma non facciamo nulla per far si che i bambini crescano con la presenza della mamma (che non percependo un centesimo stando a casa, è costretta a lavorare fuori con tutto quello che ne consegue).
_ci lamentiamo che si fanno pochi figli.....ma, in Italia, di agevolazioni per le mamme non ce ne sono molte.
-ci lamentiamo della disoccupazione......problema che si potrebbe risolvere, magari, anche con il riconoscimento di questo lavoro, dando la possibilità anche agli uomini disoccupati di stare a casa, senza sentirsi 'inutili' proprio perché, occupandosi della famiglia, avrebbero, comunque, la possibilità di contribuire alle entrate economiche all'interno del loro nucleo.
A dire la verità è stato riconosciuto come lavoro nel lontano '95, ma allora perché non viene retribuito?
Ci sono tanti MA e tanti SE, magari non si arriverà mai a nulla, ma almeno ci proviamo!!
Prima o poi si dovrà trovare una soluzione adeguata a questo problema, per il buon andamento ANCHE della nostra società.
Per questo motivo, sul mio Blog, ho creato una petizione, ma prima vi invito a leggere questo articolo.
Un saluto a tutti voi.
Ariel Shine
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domenica, dicembre 19, 2010
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