Percuotendo una corda tesa fra 2 estremità, essa produce una serie di vibrazioni che, sfruttando la conduzione dell'aria, si trasformano in onde sonore.
La corda di una chitarra è arrotolata da una parte intorno alla "chiavetta" corrispondente e dall'altra a un elemento chiamato "ponticello", la cui funzione è quella di trasferire la vibrazione della corda alla tavola armonica, ossia alla parte superiore della chitarra.
La tavola è ben saldata a tutte le altre parti della chitarra, tanto che più la chitarra è "di qualità", più le vibrazioni si espanderanno su tutto lo strumento e in modo omogeneo.
Il ruolo della tavola è di fondamentale importanza, in quanto contribuisce a quello che è il "timbro", il colore della chitarra.
La potenza del suono dipenderà invece da diversi fattori, tra cui la qualità del legno utilizzato e l'uniformità delle fibre al suo interno, lo spessore della cassa armonica, il disegno interno dello strumento, la vernice utilizzata e diversi altri elementi. I migliori liutai, nel costruire le chitarre, devono prestare non poca attenzione a questi e ad altri particolari.
In conclusione, possiamo dire che non è assolutamente difficile far "suonare" una chitarra, in quanto è una questione di "fisica". E' anzi addirittura inevitabile che il suono si produca. Ma molto più difficile è fare in modo che il suono risulti piacevole.
Problema questo che coinvolge non solo i liutai, ma anche gli stessi chitarristi. Entrambi dovranno usare al meglio, anche se in maniera sostanzialmente diversa, la loro sensibilità, la loro tecnica e la loro esperienza.
www.chitarrastudio.com
giovedì, gennaio 13, 2011
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