venerdì, gennaio 07, 2011

Mutui prima casa, i tasti dolenti

Mutuo prima casa: tasto dolente, almeno per ciò che riguarda l’Italia, e per ben due motivazioni. La prima riguarda l’attuazione delle pratiche ed i costi di sottoscrizione del finanziamento, e la seconda, ancor più importante forse, è strettamente legata alla capacità dei consumatori di far fronte alle rate mensili. Anche in periodo di crisi.

Quando parliamo di sottoscrizione di un mutuo volto all’acquisto della prima casa, ci soffermiamo spesso su tanti aspetti, tutti importanti, riguardanti la sua tipologia, la sua composizione e come nel tempo sarà in grado di inficiare sulla vita di coloro che lo sottoscrivono. Non ci soffermiamo quasi mai a pensare a quella che possono essere considerate le spese accessorie. E che pesano in maniera davvero cospicua sull’intero finanziamento. Un recente allarme dell’Ance, associazione nazionale costruttori edili, ha evidenziato come sottoscrivere un finanziamento in Italia costi ben 9mila euro di più rispetto agli altri paesi europei. Sebbene la moneta unica valga allo stesso modo, spese correlate e gabelle bancarie portano il conto a lievitare inesorabilmente.

La seconda problematica che si può dire affligge il discorso del mutuo per la prima casa riguarda essenzialmente l’incapacità, di una fetta sempre più grande di popolazione, di non riuscire a far fronte alle spese mensili che quest’ultimo comporta. Una rata che magari all’inizio del finanziamento era facilmente gestibile, con la crisi è divenuta insostenibile: in questo caso le soluzioni possono essere molteplici,. La surroga del mutuo, l’abbassamento della rata o ancora uno dei fondi di solidarietà messi a disposizione.

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