mercoledì, febbraio 09, 2011

Allattamento e peso forma nei bambini

In occasione della Settimana Mondiale dell’Allattamento Materno (1-7 ottobre 2010) ho partecipato a una conferenza pubblica, organizzata dalla Provincia di Verbania, in Piemonte, sul significato e i vantaggi dell’allattamento al seno. Sono intervenuti pediatri, neonatologi, ginecologi, ostetriche per sensibilizzare la cittadinanza sull’opportunità di salute e prevenzione che l’allattamento al seno dà alla mamma e al bambino.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda l’allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita del bambino, mantenendo il latte materno come alimento principale, integrato con cibi complementari, fino al primo anno di vita. E consiglia anche di continuare l’allattamento fino ai 2 anni, ove sia possibile. L’UNICEF, in un recente rapporto, ha stimato che se tutti i bambini fossero allattati esclusivamente al seno nei primi 6 mesi di vita, ogni anno si salverebbe la vita di circa 1,5 milioni di loro, vittime di malattie e malnutrizione. Il latte materno, infatti, produce diversi vantaggi per il bambino: oltre ad essere l’elemento più indicato perché apporta la giusta dieta alimentare e quantità di proteine, grassi, zuccheri, sali minerali e vitamine, è un’eccezionale difesa contro virus e batteri, perché ad ogni poppata la mamma passa al bambino i propri anticorpi. Inoltre riduce il rischio di sviluppare allergie, protegge dalle infezioni respiratorie, migliora lo sviluppo intestinale, la vista e favorisce un corretto sviluppo psicomotorio.
Dai diversi interventi ascoltati ho scoperto che quasi tutte le donne possono allattare e che le cause che portano le donne a smettere sono la scarsa informazione e il mancato sostegno (da parte della struttura sanitaria, della società nel posto di lavoro o della famiglia) in un periodo, come quello post-parto, che spesso porta fragilità psicologiche. Infatti, nei 3 giorni di degenza in ospedale dopo il parto, quasi il 90% delle mamme allatta, ma, tornate a casa, nei primi 3 mesi l’allattamento esclusivo al seno scende al 35% e nei 6 mesi addirittura al 6%. Eppure i vantaggi sono notevoli anche per la mamma. Ề dimostrato che allattare riduce il rischio di tumore alle ovaie e alla mammella e il rischio di osteoporosi. Il contatto con il bambino pochi minuti dopo il parto (pratica ormai diffusa in molti ospedali) stimola la produzione di ossitocina, un ormone grazie al quale la contrazione dell’utero risulta più rapida. Inoltre l’allattamento permette alla madre di consumare i grassi accumulati durante la gravidanza e di tornare al peso forma.
L’allattamento non è altro che un aspetto dell’essere madre, ma non si diventa madre in un giorno: la maternità è un lungo percorso, che può partire proprio da qui, dal primo contatto pelle a pelle tra madre e figlio. Certo, allattare è un impegno e una fatica, per alcune mamme risulta facile e spontaneo, ma possono nascere difficoltà, quando il bambino non si attacca al seno o lo fa in modo sbagliato, quando alla madre sembra di non avere latte o si verifica un ingorgo mammario o insorgono le ragadi. Per questo è necessario un aiuto non soltanto concreto e funzionale, ma soprattutto psicologico ed emotivo, che porti la madre a una scelta libera e consapevole, perché non tutte le donne possono sentirsi pronte e non per questo devono essere in qualche modo colpevolizzate. L’allattamento è una pratica molto personale, un’occasione, per la donna, per conoscersi meglio, ma è soprattutto un’esperienza di relazione e d’amore che dà nutrimento e forza a madre e figlio insieme. 


Nessun commento: