venerdì, maggio 20, 2011

Mutui con il cap: iniziano i dubbi sulla convenienza

La banca centrale ha aumentato recentemente i tassi di interesse relativi ai mutui a tasso variabile. La risposta della popolazione è arrivata attraverso un boom di richieste di mutui con cap. Ma la reazione dei consumatori è effettivamente poi quella conveniente? Per rispondere a questa domanda ed entrare nella mente di chi ha intenzione di accendere un mutuo bisogna prima specificare questa tipologia di finanziamento prevede un tetto massimo, una soglia oltre la quale la rata non può salire. Rappresenta una sorta di ancora di salvezza nel caso in cui i tassi di interesse salgano troppo.

Secondo diversi analisti del settore, nonostante la grande richiesta che vi è presente nel mercato nei confronti del prodotto, quest’ultimo rischia di non rivelarsi così conveniente come ad una prima analisi. Anzi, risulterebbe essere uno dei mutui più cari da sottoscrivere. Questo perché sebbene nella eventualità che i tassi crescano molto una tale tipologia di finanziamento può rappresentare una forma di risparmio, la domanda da porsi diventa un'altra: cosa accade se i tassi non salgono.

Si paga ovviamente un servizio accessorio senza effettivamente utilizzarlo. Ma non è quello il reale problema. Senza infatti che i consumatori se ne accorgano particolarmente, il cap sta man mano aumentando. Mentre prima era pari al 5,2%, ora è salita al 5,7%: Se l’euribor dovesse salire ed i reali tassi per il consumatore arrivare attorno al 4%, di quale utilità diventerebbe una soglia pari quasi al 6%. Un dato che fa davvero riflettere.

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