Quante volte, negli ultimi mesi ,avete ricevuto un invito per giocare a Farmville, Cityville o Mafia Wars? Quante volte invece avete ricevuto un invito per giocare a World of Warcraft? Se siete iscritti a Facebook, avrete senz'altro ricevuto molti inviti per i primi tre giochi, mentre il secondo sarà un gioco sconosciuto per molti lettori, o magari considerato troppo da “nerd”. E' evidente che il mercato dei videogiochi sta cambiando, orientandosi sempre di più ai social games (come i vari Cityville, Farmville, ecc) e sempre più ai dispositivi mobile.
Le killer application dei dispositivi mobile sono proprio i i videogiochi: sono le app più scaricate, sia tra quelle gratuite, sia tra quelle a pagamento: basti pensare a Angry Birds e Fruit Ninja, sempre in cima alle classifiche tra le applicazioni scaricate negli store delle diverse piattaforme mobile. E, a quanto pare, i social game e soprattutto i giochi per mobile non sono giocati solo da un pubblico “casual”, ma sono molto apprezzati dai cosiddetti “core gamers”, ossia dai possessori di console e tradizionalmente più legati ai grandi titoli (blockbuster) per console.
L'immagine più efficace per descrivere questo cambiamento epocale è stata scelta dal CEO di Electronic Arts, che ha descritto i publisher di titoli per console come se fossero su una piattaforma petrolifera incendiata: per salvarsi devono necessariamente gettarsi in acqua e tentare quindi nuove strade, quelle ad esempio dei social game e dei giochi per mobile.
Per quanto riguarda questi ultimi, sono sempre di più i titoli che escono anche per iPhone, iPad e Android. Ad esempio, un grande titolo come Dead Space di EA, prima di lanciare la sua nuova versione su console, è sbarcato su iPhone e iPad, mostrando come i nuovi dispositivi mobile non siano necessariamente una minaccia per gli sviluppatori di titoli per console, ma possono rappresentare una nuova fonte di revenue, che possa inoltre aiutare il lancio di un gioco per console. A dimostrarlo è stato poi anche il lancio di Fable III: Kingmaker, un gioco per dispositivi mobile che ha accompagnato il gioco per console Xbox 360 Fable III. Fable III: Kingmaker ha poi sfruttato il gps incluso negli smartphone, visto che è un gioco basato sulla geolocalizzazione.
L'aspetto social si potrebbe poi integrare sempre più nei giochi tradizionali. Il multiplayer online (ad esempio su Xbox Live o su PlayStation Network) viene sempre più sfruttato non solo per fare giocare insieme gli utenti, ma anche per coinvolgerli in previsioni di gioco, acquisti, scommesse quasi come al casino. Ed anche la Blizzard, nonostante il successo di World of Warcraft e del suo modello tradizionale basato su abbonamento, sembra voler sperimentare un MMO più social, nome in codice Titan.
Insomma, i giochi social, i nuovi dispositivi e persino i cloud gaming non sono necessariamente minacce per gli sviluppatori tradizionali. Anzi, anche giochi emergenti come gli skill games, il poker online, la roulette americana ed altri giochi sul web stanno beneficando dell'arrivo di smartphone e tablet android, grazie al supporto di flash e la maggiore presenza di store indipendenti. In questo scenario, anche il modello web app potrebbe sempre più affermarsi.
lunedì, giugno 27, 2011
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