Un vero collezionista di monete si può definire tale solo e
soltanto se dispone delle svariate edizioni e formati della moneta più famosa
della lira italiana: le 100 lire.
Questa moneta compare per la prima volta in Italia, a
Torino, nel 1864 sotto la monarchia di re Vittorio Emanuele II, la cui immagine
era raffigurata su di un lato della medaglia in questione, mentre dall’altro
era rappresentato lo stemma sabaudo coronato. Una seconda versione della moneta
da 100 lire rappresentava re Umberto I da un lato e il suddetto stemma dal lato
rovescio. Con la salita al trono d’Italia di Vittorio Emanuele III furono
coniate diverse tipologie di monete da 100 lire in cui veniva rappresentata da
un lato la testa del re e dall’altro diverse raffigurazioni, ben sette, tutte
diverse tra loro: “Aquila sabauda”, “Aratrice”, “Fascione”, “Vetta d’Italia”,
“Italia su Prora”, “Littore grande” e “Littore piccolo”.
Nell’era monarchica la moneta da 100 lire fu coniata in oro
dal titolo 900/1000 (ad eccezione della versione denominata “Aquila sabauda”
che era realizzata in oro rosso) fino al 1936, dopodiché si passò all’argento
al titolo 900/1000.
Con l’avvento della repubblica in Italia sono state emesse
svariate versione di monete dal valore di 100 lire. La più nota è senza dubbio
quella raffigurante da un lato la dea Minerva e dall’altro una testa d’Italia
laureata. Altre versioni della moneta raffiguravano l’Italia Turrita o elementi
commemorativi a favore di Guglielmo Marconi, della FAO e dell’accademia navale
di Livorno.
La moneta da 100 lire è considerata, dai collezionisti, una
medaglia di prima classe per la completa assenza nella sua storia di difetti di
conio.
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