Siamo partiti dai tempi dei tempi dei nostri grandi progenitori, abbiamo scoperto la straordinaria tecnologia posta in atto per costruire gli interminabili acquedotti che hanno servito e, in taluni casi, servono ancora la nostra capitale; abbiamo toccato la storia delle grandi fontane di Roma, da tutti conosciute ma, quasi ignorate poiché facenti parte di quel paesaggio che scorre non visto dall’interno delle nostre auto. È giunto il momento di capire quale sarà il futuro idrico della nostra metropoli, che cresce senza sosta, facendo aumentare in continuazione la richiesta di questo preziosissimo bene.
Tutti sappiamo che è l’A.C.E.A. (Azienda Comunale Elettricità ed Acque) ad occuparsi di risolvere le incombenze idriche di Roma e provincia e che di recente si è trasformata in Società per Azioni.
I programmi per risolvere il continuo fabbisogno della città, soprattutto per i nuovi quartieri che da alcuni anni a questa parte hanno allargato l’impianto urbanistico sono tanti ed ambiziosi e si attueranno nel trienni 2005 – 2008, non solo per la realizzazione di nuove reti idriche o il potenziamento delle vecchie, ma per la risoluzione dei molti problemi fognari della città, con integrazione di nuove reti e il potenziamento degli impianti di depurazione.
Per quanto riguarda l’acqua le opere già riguardano le zone di CASALE NEI, SETTECAMINI, STAGNI DI OSTIA, LE CERQUETTE, MUNICIPIO e SANTA CORNELIA, a seguire saranno avviati nuovi lavori nei Municipi: IV, VIII, XII, XIII, XV, XIX e XX; altri interventi riguarderanno le strade della borgata FINOCCHIO e del VILLAGGIO AFRICA. Questi lavori riguarderanno sia la realizzazione di nuove condotte per un totale di 142 Km, per fornire gli attuali 25.000 romani ancora non raggiunti dal servizio, che quella di costruzione di ulteriori serbatoi, per compensare le punte di richiesta che si registrano soprattutto nel periodo estivo.
Al di la di tanta buona volontà, che comunque è bene rammentarlo, pagano gli utenti, resta l’annoso problema delle falle che interessano praticamente tutto il costruito e che disperdono una parte ingente dell’acqua trasportata, nel terreno, provocando costi che ricadono sugli utenti, oltre che annosi problemi alle fondazioni e agli interrati degli stabili romani che, in molte zone, sono umidi proprio per la costante presenza di perdite dell’acquedotto cittadino.
mercoledì, marzo 21, 2012
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