Mozia: Una piccola isola in
mezzo ad una laguna, così piccola da non far supporre di aver avuto parte nella
storia della grande isola. La posizione strategica, circondata dal mare
basso della laguna dello Stagnone,
e naturalmente protetta dalla vicina Isola Longa, la resero un obiettivo ambito
sia dai Cartaginesi che dai siracusani.
Per
aumentare le difese naturali, nel VI sec. a.C. Mozia venne anche cinta da mura
lungo le quali si innalzavano torri di guardia. Le mura vennero modificate e
rafforzate anche in epoche successive.
Reperti
archeologici significativi si trovano al Museo Whitaker, che
prende il nome da un appassionato studioso di scienze naturali, storia earcheologia, che nei primi anni di questo secolo acquistò l’isola e vi
condusse i primi scavi. Oltre a mosaici e stele va menzionato il ritrovamento
del cosi detto Giovinetto di Mothia scultura in marmo bianco che raffigura
un giovane nobile dal portamento fiero e dalla lunga veste a piegoline di
sicuro influsso greco.
Fino
al 1971 si poteva raggiungere l'isola anche a bordo di un
carretto trainato da un cavallo lungo il tracciato di una strada fenicia che
collega l'isola alla terraferma. Adesso si raggiunge con delle imbarcazioni che
fanno da spola in mare tra l’isola e la terraferma. In prossimità
dell'isola si è accolti da una profusione di profumi e di colori: la vegetazione,
di tipo mediterraneo, è rigogliosissima soprattutto in primavera, e già in sè
costituisce un valido motivo alla visita.
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