L’eiaculazioneprecoce è una disfunzione che negli ultimi decenni si è molto diffusa non solo
in Italia, anche nel resto d’Europa, consiste nella difficoltà o incapacità di
controllare il proprio riflesso eiaculatorio. Gli studi medici degli ultimi
tempi si sono concentrati nella ricerca di terapie alternative a quelle
tradizionali farmacologiche come l’uso eccessivo degli antidepressivi.
Oggi
sono in esame varie sperimentazioni mediche al fine di mettere in commercio un
farmaco che possa risolvere il problema dell’eiaculazione precoce, senza avere
però degli effetti collaterali molto dannosi. Una cosa è certa prima di
arrivare alla somministrazioni di farmaci bisogna analizzare e ricercare i
motivi psicologici dell’individuo, analizzando le sue relazioni la sua storia
,a meno che il disagio sessuale derivi da patologie di natura organica, come i
processi infiammatori tipo prostatite e vescicolite o patologie come il
diabete. In questi casi l’approccio alla terapia farmacologica è d’obbligo
anche se è opportuno aggiungere che queste situazioni sono piuttosto
dell’eccezioni.
Nella
maggior parte dei casi l’eiaculazione precoce ha natura psicologica e il modo
per risolverla è certamente un’analisi non solo dell’individuo, quanto della
coppia stessa. L’uomo e la donna sono infatti entrambi responsabili e insieme
devono aiutarsi per risolvere il problema che può essere occasionale, ma anche più duraturo ed è
questo il caso più grave. Oggi sul mercato c’è un farmaco in grado di ritardare
l’orgasmo composto da un principio attivo la "dapoxetina", un'
inibitore selettivo della ricapitolazione della serotonina (SSRI). Con l’assunzione di questo medicinale
si è riusciti a tenere sotto controllo questa patologia, la dapoxetina ha sicuramente un azione minore rispetto agli
antidepressivi, ma è sicuramente meno dannosa.
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