Il tonno in scatola è piuttosto popolare
nelle tavole italiane, soprattutto la varietà del pinna gialla che è il tipo di
tonno più consumato in tavola. Da un po’ di tempo il consumo popolare di tonno
sta mettendo a rischio alcune specie di animali. Questo è dovuto all’uso poco
corretto di modalità di pesca non responsabili che provoca la cattura oltre che
dei tonni anche di altre creature acquatiche come gli squali, le mante e le
tartarughe. Per questa ragione alcune delle più grandi società produttrici di
tonno in scatola si stanno impegnando entro dei termini prestabiliti, a passare
ad un tipo di pesca più sostenibile.
I maggiori produttori di tonno in
scatola sono ovviamente anche i nomi più conosciuti al supermercato, alcuni
di questi si sono ufficialmente impegnati ad adottare solo modalità sostenibili
al 100% della pesca del tonno come, questo entro il 2016. Altri invece si sono
imposti di commerciare prodotti ittici derivati da pesca e allevamenti
sostenibili al 100% entro l’anno 2020.
Il consumo di alimenti come il tonno in scatola, l’olio, il vino e lo yoghurt
fanno parte di una serie di prezzi scontati praticata in un po’ tutti i
supermercati, in particolare dalle catene low-cost e dai siti di social shopping
su internet. Secondo recenti ricerche questa tendenza si nota specialmente dal
fatto che il consumatore medio adesso controlla più attentamente gli scaffali
dei supermercati alla ricerca di offerte speciali e sconti e razionalizzare al
meglio la spesa sui prodotti più costosi.
La carne e anche il tonno in scatola sono la scelta più facile per un pasto
nella pausa pranzo lavorativa, ma non sono esattamente la scelta migliore, a
meno che non si aggiungano anche delle verdure e della frutta di stagione,
tenendo in considerazione anche che i prodotti fuori stagione sono ovviamente
più costosi.
venerdì, maggio 25, 2012
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