venerdì, giugno 08, 2012
Il Metallo nell'arte e il suo superamento
Parlare di metalli è un argomentare assai più vario e profondo di quanto, di primo acchito, ci si potrebbe aspettare. Ovviamente è possibile parlare dell'estrema funzionalità di alcune produzioni come le lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili, di cui facciamo quotidianamente uso e (spesso) indiretto consumo senza quasi rendercene conto. Vi sono però “settori” che esulano totalmente dalla funzionalità in senso pratico e che trascendono la materialità intrinseca del metallo per giungere a picchi di elevata intensità culturale e di significato. L'arte incontra questo metodo operativo in modo eccezionale attraverso le realizzazioni di Lucio Fontana. L'elaborazione dei materiali così detti poveri rivisitati nell'ambito artistico hanno riscontrato un enorme successo intellettuale nel corso degli ultimi 50/60 anni e senza dubbio quella di Fontana è di eccezionale rilevanza, forza oltre che estremamente raro nella sua capacità d'impatto. I graffi e gli squarci effettuati sull'ottone rappresentano e superano i secoli dell'arte, del pensiero e della manualità impegnate nel trascendere i confini di quest'ultima, benché forti, sicuri, imperativi e castranti nella loro opera di protezione da un ignoto che stiamo ancora superando. Concettualmente l'operatività artistica di oggi si trova esattamente nello spessore del taglio, in quel margine non poi così ridotto che ci separa da un panorama che dopotutto stiamo già osservando ma senza rendercene quasi conto, persi nell'incapacità di decifrare ciò che abbiamo davanti ai nostri occhi e proprio per questa sua natura sconosciuta, ci troviamo affacciati su un futuro artistico ancora senza nome.
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