giovedì, luglio 26, 2012
Esodati : chi sono?
Il neologismo Esodati è stato coniato dai mass media a partire dal 2012 ed è divenuto di uso comune in sostituzione del più corretto termine salvaguardati.
Con il termine esodati si va a identificare una particolare categoria di lavoratori che viene a crearsi in generale ad ogni riforma del sistema pensionistico che modifica i requisiti di accesso alla pensione, nella fattispecie innalzando l’età pensionabile o gli anni lavorativi richiesti.
Nella categoria Esodati vengono inclusi tutti quei lavoratori incentivati a lasciare volontariamente il proprio posto di lavoro, prima della riforma delle pensioni, mediante diverse soluzioni come accordi sindacali particolari o con incentivi aziendali, con la prospettiva di una copertura economica, come assegno di disoccupazione e cassa integrazione contando di poter accedere in breve tempo alla pensione.
Ma con l’entrata in vigore delle nuove norme previste dalla riforma vedono allungarsi il tempo di attesa per il pensionamento e contemporaneamente risulta assai improbabile o troppo difficoltoso un loro reinserimento nel mondo del lavoro, considerando in particolare l’età elevata della categoria.
In generale le riforme previdenziali dovrebbero prevedere prima del’entrata in vigore condizioni particolari per tutelare questa tipologia di lavoratori, ma il problema esodati è sorto per l’incongruenza dei dati riguardante il numero dei lavoratori che fossero interessati dal fenomeno. Infatti le stime sono: 65mila per il governo, poi corretto e innalzato fino a 120mila e 390mila per l’Inps, mentre i Sindacati sospettano che la platea sia assolutamente superiore.
Nella Riforma delle Pensioni del 2012 ad opera del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, del governo Monti, il numero del primo scaglione di salvaguardati interessati dal Decreto Esodati è stato definitivamente fissato a 65 mila unità con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Questi potranno andare in pensione secondo le regole precedenti la riforma ed include coloro che avrebbero dovuto lasciare, come previsto dalla normativa precedente, il proprio posto di lavoro entro il 2013.
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