Il recupero da fonte naturale delle materie prime è stato da sempre qualcosa di parimenti rischioso per uomo e natura. In questo ultimo periodo buona parte dell'attenzione è dedicata al mercato dei metalli e delle terre rare, particolarmente utili per industrie ed aziende dell'occidente, dove già si avverte una certa preoccupazione da parte di svariati settori quali industria automobilistica, edilizia, senza considerare quelle aziende che producono lame industriali, guide discorrimento e guideper macchine utensili, il cui operato è quindi fondamentale per permettere a tante altre industrie di continuare a lavorare. E' vero che si stanno valutando diverse soluzioni e tra le più gettonate vi è senza dubbio la via del recupero e del riciclaggio, ma sono in molti a temere che la piena efficienza di questi progetti si avrà in tempi troppo lunghi e risulterebbe impossibile, per la maggior parte di comparti, attendere. L'hi-tech è ad esempio uno di quei settori a cui oggi “non è permesso” di attendere e necessita costantemente di metalli preziosi come argento e oro per realizzare strumenti delicati e sempre più complessi. In conseguenza al definirsi di questo orizzonte sono oggi diverse le compagnie di estrazione metalli che stanno puntano ai fondi oceanici, si tratta di miniere da sempre disponibili e dalle enormi ricchezze, ma anche assolutamente delicate, facilmente intaccabili, ecosistemi già duramente provati da un inquinamento che vede metalli tossici e radioattivi tra le cause principali delle perdite già portate in essere ed irrecuperabili. Vi è quindi oggi da chiedersi quale sia la strada migliore da intraprendere e quale prezzo si è pronti a pagare per le proprie azioni ed il proprio profitto. Tenete solo questo in considerazione: il mare è anche vostro.
mercoledì, luglio 18, 2012
Estrazione di materie prime, fondali a rischio
Il recupero da fonte naturale delle materie prime è stato da sempre qualcosa di parimenti rischioso per uomo e natura. In questo ultimo periodo buona parte dell'attenzione è dedicata al mercato dei metalli e delle terre rare, particolarmente utili per industrie ed aziende dell'occidente, dove già si avverte una certa preoccupazione da parte di svariati settori quali industria automobilistica, edilizia, senza considerare quelle aziende che producono lame industriali, guide discorrimento e guideper macchine utensili, il cui operato è quindi fondamentale per permettere a tante altre industrie di continuare a lavorare. E' vero che si stanno valutando diverse soluzioni e tra le più gettonate vi è senza dubbio la via del recupero e del riciclaggio, ma sono in molti a temere che la piena efficienza di questi progetti si avrà in tempi troppo lunghi e risulterebbe impossibile, per la maggior parte di comparti, attendere. L'hi-tech è ad esempio uno di quei settori a cui oggi “non è permesso” di attendere e necessita costantemente di metalli preziosi come argento e oro per realizzare strumenti delicati e sempre più complessi. In conseguenza al definirsi di questo orizzonte sono oggi diverse le compagnie di estrazione metalli che stanno puntano ai fondi oceanici, si tratta di miniere da sempre disponibili e dalle enormi ricchezze, ma anche assolutamente delicate, facilmente intaccabili, ecosistemi già duramente provati da un inquinamento che vede metalli tossici e radioattivi tra le cause principali delle perdite già portate in essere ed irrecuperabili. Vi è quindi oggi da chiedersi quale sia la strada migliore da intraprendere e quale prezzo si è pronti a pagare per le proprie azioni ed il proprio profitto. Tenete solo questo in considerazione: il mare è anche vostro.
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