lunedì, agosto 20, 2012

L'endometriosi


Introduzione

Patologia causata dall'atipica moltiplicazione del tessuto che riveste la cavità dell'utero (denominata endometrio) esternamente all'utero. Più sovente la proliferazione dell'endometrio si presenta nel bacino, coinvolgendo ovaie, tube, intestino e vescica. L'endometrio situato in sede atipica subisce gli stimoli da parte degli ormoni dell'ovaio e si comporta come il normale tessuto dell'utero, andando incontro a cicli sistematici di incremento e emorragia e dando forma ad aderenze tra gli organi presenti nella zona.

Cause

Non è stata determinata una causa precisa dell'endometriosi. Sono state fatte diverse ipotesi, fra le quali il distacco di frammenti di piccole dimensioni di endometrio durante le mestruazioni che, invece di defluire all'esterno, salirebbero nuovamente attraverso le tube di Falloppio nella cavità dell'addome; il trasporto di cellule endometriali in altre sedi mediante la circolazione del sangue o linfatica o la modificazione in tessuto endometriale di cellule ubicate all'esterno dell'utero. La patologia può avere carattere di familiarità.

Sintomi

Il sintomo principale dell'endometriosi è il dolore, nella parte inferiore dell'addome e nell'area pelvica, che spesso si accentua durante le mestruazioni (dismenorrea). Spesso può essere presente un dolore profondo durante i rapporti sessuali (dispaerunia). Nelle forme localizzate all'intestino o all'apparato urinario, si possono avere emorragie dal retto o dalla vescica. La perdita di fertilità è una conseguenza verosimile dell'endometriosi.

Diagnosi

La diagnosi si basa sui sintomi e sull'esame obiettivo e può essere confermata dall'ecografia pelvica e dalla laparoscopia. Quest'ultima serve principalmente a determinare l'ampiezza dell'endometriosi e l'interessamento degli organi pelvici. Utili la RMN nello studio delle sedi all'esterno della pelvi e gli esami del sangue per l'accertamento di marker (come l'antigene Ca-125 o gli anticorpi per il tessuto endometriale) non caratteristici della patologia, ma utilizzabili per seguirne il decorso in seguito alla diagnosi e al trattamento.

Trattamento

Le terapie farmacologiche si basano sul principio di bloccare l'attività ovarica, sulla base della riflessione che durante la gestazione e dopo la fine dell'età feconda l'endometriosi tende a ridursi naturalmente. Si possono somministrare anticoncezionali (estrogeni e progestinici in associazione) oppure sostanze in grado di inibire la funzione ovarica (danazolo, agonisti del GnRH). Chirurgicamente è invece possibile eliminare le eventuali aderenze e eliminare le proliferazioni; solo in casi estremi può essere necessaria l'isterectomia e la rimozione degli annessi (tube, ovaio).

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