Il convegno si svolgerà a Trieste il 18 e 19 ottobre presso MIB School
of Management, Palazzo Ferdinandeo – largo Caduti di Nasiriya 1.
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Vito Volpe, presidente di ISMO, società milanese che da quarant'anni opera nella formazione e nella consulenza aziendale in ambito risorse umane, interverrà giovedì 18 ottobre al convegno ASFOR “Leadership e Commitment – Il coinvolgimento delle persone per lo sviluppo delle organizzazioni” a Trieste presso il MIB School of Management a Palazzo Ferdinandeo in largo Caduti di Nasiriya 1, alle ore 18.
Il convegno si articola in due giornate durante le quali si approfondirà la leadership come tema cruciale per le imprese, le amministrazioni pubbliche, le istituzioni non profit e quindi per i soggetti impegnati nelle attività di formazione manageriale.
Vito Volpe sarà protagonista della tavola rotonda “Riflessioni su Leadership e Commitment” insieme a Roberto Zecchino, direttore HR e organizzazione del Gruppo Bosch Italia, e al filosofo Giovanni Leghissa.
Il programma vede un panel di relatori di prim'ordine tra i quali il presidente ASFOR Vladimir Nanut e Andrea Illy, CEO Illycaffé.
Il workshop è rivolto a general manager, HR manager, responsabili della formazione e di scuole di management.
Profilo di Vito Volpe - LA PASSIONE NON È ACQUA
Vito Volpe opera da quattro decenni con ISMO, impresa di consulenza e studio nel settore delle risorse umane, di cui è Presidente. Parallelamente, svolge intensa attività di insegnamento, in discipline relative alla psicologia del lavoro e dell’organizzazione, e traspone le sue riflessioni in articoli e libri. Nei saggi “La classe non è acqua” (2006 – Castelvecchi) e Trent’anni al futuro (Franco Angeli 2009) racchiudono la sintesi delle esperienze personali e dell’ISMO.
Volpe è stato docente in diverse Università e Scuole (Cattolica, Politecnico Parma e Milano, FIIS di Parigi)e attualmente è direttore del Master L’Arcipelago del formatore (31 edizione) per la formazione dei futuri consulenti e formatori.
Originario di Erba (Como), 69 anni, si è laureato in Economia e Commercio nel 1969 all’Università Cattolica di Milano, città alla quale è legato per i suoi valori tradizionali e anche attraverso una fitta rete di rapporti istituzionali.
Appassionatosi agli studi di psicologia applicata al cambiamento, alla trans-formazione, ai gruppi, alle organizzazioni, al lavoro, Volpe nel 1972 ha poi fondato ISMO. Quindi si è focalizzato in uno sforzo di comprensione più adatto a questioni che richiedono approcci complessi e plurali e non semplificazioni accademiche. Volpe ha costantemente curato la sua formazione personale partecipando a corsi, convegni, seminari, gruppi di studio, vita associativa.
ISMO
Nata nel 1972, è oggi tra le poche imprese di formazione testimone ininterrotta della evoluzione sociale italiana dal post ’68, con le lotte studentesche, le battaglie dei lavoratori nell’autunno ‘caldo’ del ’69 e poi via via la violenza e la destabilizzazione prodotta dagli ‘anni di piombo’, la grande delusione di chi credeva in un possibile processo riformatore e la tragica illusione di chi invece credeva di accendere una velleitaria rivoluzione contro il capitalismo e la democrazia parlamentare.
ISMO oggi continua la sua attività di formazione nelle risorse umane nella società più 'liquida', in un’economica globalizzata, in cui è entrato in crisi lo stesso capitalismo, nel pieno della crisi della finanza, dei debiti sovrani, mentre l’Occidente è alla ricerca di nuovi equilibri fra capitale e lavoro, sviluppo e stagnazione, crescita e decrescita.
ISMO, diventata nel 2008 Gruppo con_ISMO, avendo acquisito due società, SIMKI e RIESCO, operanti rispettivamente nell’addestramento e selezione la prima e nella formazione outdoor la seconda, ha seguito tutte queste trans-formazioni, costruendo e proponendo un’azione formativa rivolta al futuro, al cambiamento, all’innovazione, al costruire nuove mentalità e nuove competenze manageriali e lavorative. Pensando e proponendo interventi di sviluppo organizzativo che allargano e aprono a responsabilità più condivise, più solidali, più eque.
Nella convinzione che l’Italia è il Paese della bellezza, dell’invenzione, della fantasia e, appunto, del futuro.
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