In questo post vi proponiamo uno stralcio dell'ebook "Psicologia spirituale" di Beppe Amico, nel quale l'autore propone ai lettori alcune strategie per raggiungere l'armonia e l'equilibrio tramite un cammino di crescita interiore. In questo frammento alcuni consigli per raggiungere la felicità e alleviare le sofferenze del nostro vivere quotidiano.
Il più delle volte l’errore che commettiamo è quello di pretendere tutto e subito. Questo ci impedisce di raggiungere in tempi ragionevoli uno stato di equilibrio e armonia. Raramente siamo disponibili a pazientare affinchè gli eventi si maturino in modo naturale e spontaneo.
Il libro di Qoelet afferma: “per ogni cosa c’è il suo tempo” (cap. 3, 1).
Se proviamo a fare una breve carrellata delle nostre esperienze e dei traguardi raggiunti, ci accorgeremo che questi ultimi sono arrivati dopo un lungo periodo di gestazione, magari fatto di anni di lavoro e di sacrifici, di lotte e rinunce, di grandi sofferenze. Ebbene, da tutte queste situazioni apparentemente negative abbiamo certamente imparato qualcosa che ci è servito per le nostre esperienze future.
Persino il trasgressivo Oscar Wilde affermava che non dobbiamo lamentarci di ciò che non abbiamo ma godere quello che già possediamo. La felicità non consiste tanto nell’avere sempre le cose che ci piacciono e che soddisfano i nostri capricci passeggeri, quanto nella conquista di un credo che riempia la nostra vita e quella degli altri, che sia comunione, condivisione delle nostre esperienze, mutuo soccorso nelle situazioni complesse e difficili della vita.
La radice della felicità sta nella capacità di amare ogni cosa, ogni persona a prescindere dal tornaconto che ne possiamo ottenere.
Thomas Merton affermava che “fino a quando non amiamo Dio in modo perfetto, tutto ciò che è al mondo sarà in grado di recarci dolore”. Ed è vero. E’ da qui che dobbiamo partire.
La frase “C’è più gioia nel dare che nel ricevere” ha un fondamento di verità. Se non avete mai sperimentato questa sensazione provateci. Non vi costerà molto e vi accorgerete che è l’unica strada motivazionale da percorrere per raggiungere la felicità.
Dando all’altro ciò di cui ha bisogno (consiglio, aiuto materiale, conforto) non si perde nulla se non qualcosa di temporale e finito.
Dando qualcosa di noi, si riceve in cambio un bene spirituale di grande valore. Si tratta di un investimento che renderà a cento doppi come affermava Padre Pio. Perché ciò che disinteressatamente abbiamo donato, ci verrà ricompensato già in questa vita in modo inaspettato e in larga misura nel momento in cui noi avremmo bisogno di aiuto.
La nostra ricompensa non sarà solo terrena. Chi vive di fede lo sa. Dando gratuitamente senza speranza di ricevere faremo un investimento anche per la vita futura.
Mi ha sorpreso favorevolmente un’affermazione fatta da Maurizio Costanzo durante una sua trasmissione televisiva sulle reti Rai. Una sera trattava il tema dei servizi al cittadino, di quanto talvolta lascino a desiderare e facciano acqua da tutte le parti. Rilevando le omissioni di alcuni funzionari nei confronti di cittadini che chiedevano giustizia, il giornalista manifestava tutto il suo disappunto per l’indifferenza di alcuni di loro nel cercare di risolvere i vari problemi.
L’invito loro rivolto aveva più o meno questo tenore: “Fate un investimento per il futuro. Anche voi dovrete morire e quando accadrà vi accorgerete che questo vostro sforzo sarà valso a qualcosa”, intendendo forse che il loro impegno e la loro correttezza verrà ampiamente ricompensata.
NOTA BENE n. 22: la felicità consiste non tanto nell’avere ciò che desideriamo ma nel godere ciò che già abbiamo.
Ora mi pare di vedere lo scetticismo di qualche lettore, mi sembra di sentire le affermazioni di chi è pervaso dal dubbio e crede che queste siano favole che si raccontano ai bambini per tenerli buoni.
La risposta è semplice: non c’è altro mezzo per scoprirlo se non quello di tentare anche questa via.
Se ci pensate bene, abbiamo percorso ogni strada pur di raggiungere la felicità, spesso senza riuscirci. Avevate mai pensato che la proposta scritta in queste pagine è la più semplice, eppure la più taciuta e dimenticata? E forse la sola che può contribuire a creare la vostra felicità?
NOTA BENE n. 23: il fondamento della felicità consiste nella capacità di amare gli altri a prescindere dal tornaconto che ne possiamo ricavare.
Del resto anche lo psicologo Fromm affermava che la felicità non dipende dal possesso di molti beni materiali, quindi dall’avere ma dall’essere qualcosa che arricchisca noi stessi e il mondo. E’ quindi necessario ribaltare la nostra concezione di felicità guardando non all’esterno di noi stessi dove incontreremo solo dolore e sofferenza ma dentro di noi.
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