venerdì, gennaio 25, 2013

Le teorie psichiatriche alla base della Shoah

Quando si parla di " Giorno della Memoria ", Olocausto o più correttamente Shoah , la prima cosa che viene in mente è lo sterminio degli ebrei operato dai nazisti.
Meno noto è il fatto che tale sterminio rientra in una teoria e progetto psichiatrico nato ben trent’anni prima della tragedia che ha coinvolto milioni di persone.

La nascita dell'eugenetica

Combinando la teoria evoluzionaria di Charles Darwin con i metodi di ricerca di Wundt incentrati sul cervello, nel 1863 lo psicologo inglese Francis Galton, cugino di Darwin, creò una pseudoscienza che ebbe un profondo e duraturo effetto sul futuro modo di pensare psichiatrico: l’eugenetica, dal greco eugenes, che significa "di buona razza", definendo certi gruppi di etnia diversa "razze inferiori".

Secondo la teoria eugenetica,  gli esseri umani potevano essere allevati selettivamente per incoraggiare caratteristiche desiderabili ed epurare quelle indesiderabili.

Galton incoraggiò la generazione di una razza umana migliore e sconsigliò che quelle razze da lui considerate meno adeguate potessero avere figli, ritenendosi ovviamente lui stesso appartenente alla razza migliore e quindi in grado di decidere il futuro di tutta l’umanità.

Galton in relazione alla popolazione nera affermo che "La media standard di intelligenza di un negro è di circa due gradi al di sotto della nostra" e disse  che "Gli ebrei si specializzano in un’esistenza parassita nei confronti delle altre nazioni".
L'articolo continua qui: http://www.ccduverona.org/psichiatria-shoah

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