Con l'avvicinarsi delle elezioni la
campagna elettorale si conduce a colpi di proposte per risollevare il
settore immobiliare italiano, e ce n'è davvero per tutti i gusti.
Ai fini della grave crisi che sta
attraversando il settore dell'edilizia, poco importa chi vincerà le
elezioni, perchè il nuovo Governo dovrà inderogabilmente attivarsi
per risolvere questo problema che sta paralizzando l'economia del
nostro paese.
Non è più possibile mettere da parte
le politiche legate alla casa e i relativi problemi, come hanno fatto
i governi di questi ultimi anni, ora la situazione va presa in
considerazione con l'urgenza e l'importanza che merita, per
risollevare l'economia nazionale e i bilanci delle singole famiglie.
Secondo Anci (Associazione Nazionale
Comuni Italiani) e Federcasa (che riunisce le aziende operanti nel
settore), il tema della casa è determinante nella vita dei
cittadini, e questa situazione al limite rischia di diventare
pericolosa e drammatica.
La situazione si sta surriscaldando,
infatti il 14 febbraio è stata la giornata della collera, che ha
visto scendere in piazza affari 10.000 costruttori per protestare
contro il declino del mattone. Questa manifestazione, organizzata
dall'associazione delle costruzioni edili, aveva lo scopo di
richiamare l'attenzione sulla gravità della situazione, si tratta di
un appello pacifico “per dichiarare la volontà di fermare
l'inarrestabile declino e per rilanciare un settore fondamentale per
la tenuta sociale ed economica dell'intero paese.”
La crisi economica pesa sulle famiglie
italiane e, per questo, Anci e Federcasa chiedono di istituire un
adeguato fondo di sostegno per gli affitti, in modo da risolvere i
problemi delle migliaia di famiglie sfrattate o non in grado di
sostenere il pagamento del canone d'affitto. La seconda richiesta
riguarda mutui e IMU, secondo le due associazioni si sono resi
necessari sgravi o esenzioni fiscali per dare un po' di respiro alle
famiglie.
Naturalmente la campagna elettorale è
un campo di battaglia ideale per sfoderare tutte le proposte
possibili per porre rimedio a questa situazione, e in effetti
troviamo da parte dei nostri politici le più svariate, e in alcuni
casi decisamente azzardate, promesse.
Berlusconi ha proposto il rimborso
dell'IMU per tentare di creare il maggior livello di attenzione
possibile, ma risulta evidente che si tratta di una promessa da
marinaio, e infatti non ha sortito l'effetto desiderato, anche perchè
si tratterebbe di un regalo alle classi più abbienti.
Una proposta che sembrerebbe più
realistica è quella di Monti, che afferma che nei suoi programmi è
inclusa la progressiva riduzione dell'IMU fino ad arrivare alla
totale esenzione per circa la metà delle prime case degli italiani.
Una delle proposte più fantasiose
arriva da Maroni, che fa un'aggiunta al programma della Lega Nord: la
regione dovrebbe acquistare le case nuove invendute per darle
gratuitamente ai giovani che desiderano sposarsi o avviare
un'attività. Forse avrebbe funzionato ai tempi di Robin Hood ma per
la situazione economica italiana risulta decisamente irrealistico.
Sono soltanto alcune delle proposte
emerse in campagna elettorale per rilanciare il settore immobiliare,
la speranza è che al di là delle promesse per accaparrarsi i voti
degli italiani, il Governo che verrà si occupi con la massima
serietà e urgenza della situazione per riemergere da questa crisi.

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