lunedì, marzo 18, 2013

La Medicina tridimensionale


Ormai da anni nel campo della medicina si usano  tecnologie sempre più sofisticate ed evolute. Tra queste merita particolare attenzione il 3D. La tecnologia tridimensionale è alla base della medicina moderna permettendo prima di tutto la diagnosi per immagini che riproduce immagini in 3D partendo dal bidimensionale come per le apparecchiature più utilizzate come la risonanza magnetica e lo scanner per la tomografia. Malgrado la tecnologia è sicuramente un supporto fondamentale ricordiamo che quando si tratta di ricorrere a interventi chirurgici come quelli estetici è importante rivolgersi comunque al miglior chirurgo estetico a Roma  capace di saper interpretare a pieno le immagini e basarsi sulle necessità del paziente, anche considerando che siamo agli albori dell’uso del tridimensionale anche in sala operatoria.
Un recente studio condotto dall’istituto Heinrich Hertz HHI dell'Istituto Fraunhofer e dall'ospedale Klinikum rechts der Isar di Monaco di Baviera in merito all’utilizzo della tecnologia tridimensionale fotografa appunto la situazione in via di cambiamento e perfezionamento.  Innanzitutto è chiaro che ci sono ancora molte migliorie da fare dal punto di vista tecnico ma anche a livello di preparazione dei chirurghi stessi che risultano ancora largamente scettici nell’uso di tale tecnologia. Era proprio l’approccio dei chirurghi restii all’uso degli occhiali appositi a rallentarne l’utilizzo, ma grazie all’aumento e potenziamento degli schermi 3D ad alta definizione si prospetta che la chirurgia del futuro sarà tridimensionale.
Il test effettuato per la ricerca consisteva nella pratica di una sutura di dieci punti, come per quelle necessarie al termine delle procedure chirurgiche poco invasive con l’utilizzo di differenti tecnologie: 2D, 3D con e senza gli occhiali. Quindi per il test i chirurghi si basavano completamente sullo schermo senza poter vedere le loro mani. Sorprendentemente con l’utilizzo del tridimensionale la procedura non solo veniva effettuata in maniera più precisa ma anche riducendo del 15% la tempistica necessaria. Ciò significa che la tecnologia tridimensionale possa avere tangibili effetti clinici positivi oltre che facilitare procedure complesse o altrimenti impossibili da praticare, soprattutto nella microchirurgia. Infatti ridurre i tempi di qualsiasi operazione chirurgica e ridurre il campo operatorio permette la riduzione sostanziale delle complicazioni e delle infezioni che viceversa aumentano  con tempi lunghi o ferite chirurgiche ampie.
La tecnologia così applicata apre le porte ad una vera rivoluzione in campo chirurgico e non è assurdo pensare che più si perfezionino i mezzi, più saranno praticati interventi chirurgici in 3D. 

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