martedì, marzo 26, 2013

Le umili origini del sushi nei ristoranti giapponesi


Le prime presenze di giapponesi sul suolo italiano, risalgono al 1585, dove venivano descritti in maniera abbastanza grottesca e fantasiosa. Al giorno d'oggi, le cose sono ovviamente cambiate, e si ha un maggior rispetto verso il popolo del sol levante, specialmente dal punto di vista culinario, in quanto la cucina praticata dai ristoranti giapponesi, è ricca di sapore, ed è una delle più variegate del pianeta.

Circa 7000, sono i giapponesi presenti solo in Italia, con vaste comunità, stanziate principalmente in Lombardia, Toscana e Lazio, e in costante espansione, data dalla fama di cibo salubre, e povera di grassi. Sono molti infatti, i piatti a base di pesce, e soprattutto riso, adatti a chi ad esempio, soffre di celiachia. Ciò che ha indubbiamente contribuito alla fama dei ristoranti giapponesi, è il sushi, costituito da una sorta di gnocchetto di riso, sovrastato da una piccola porzione di pesce sfilettato.
Il sushi moderno, nasce nel 1800, di origini piuttosto umili, in quanto venne ideato tra le tante bancarelle che vendevano cibo da strada, fra le già congestionate vie di quella che fu poi chiamata Tokyo. Il pesce che veniva scaricato nel porto di cittadino, assieme al nori (un alga essiccata) e al riso che affluiva nella capitale, fu quindi piuttosto naturale, l'unione di questi ingredienti.

Ciò che differisce i moderni ristoranti giapponesi, da quelli dell'epoca, sta nel metodo di conservazione del pesce: Se al giorno d'oggi non abbiamo nessun tipo di problema nell'adoperare del ghiaccio, e ad utilizzare i frigoriferi, a quei tempi si richiedeva che il pesce fosse marinato in una salsa di soia e sale, affinché il prodotto potesse durare di più. Il wasabi, che è una salsa molto piccante fatta con il rafano, veniva aggiunto per coprire eventuali sapori sgradevoli del pesce, in quanto con l'assenza del ghiaccio, risultava difficile mantenerne la freschezza.  

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