Tra i vitigni a bacca rossa, il Pinot
Nero vanta un primato: è il vino più difficile da coltivare ma è
anche uno dei vini più complessi da avviare al processo di
vinificazione. Genericamente il Pinot Nero possiede un colore rosso
rubino molto intenso con sfumature granata, si tratta di un vino ad
alto contenuto tannico e dal profumo di frutti di bosco,
immediatamente percepibile a naso. Essendo un vino pienamente
strutturato, il Pinot Nero ha un sapore pieno e persistente: se a
naso non sfuggono gli odori di frutti di bosco, al gusto questi si
perdono miscelandosi agli aromi più intensi delle spezie. Quando la
scelta dei cloni si rivela corretta, anche un vitigno ostico come
quello del Pinot Nero consente di ottenere ottimi risultati, come nel
caso del Pinot Nero Sebino IGT
prodotto dall'azienda agricola Ricci Curbastro.
Il Pinot Nero è inoltre una delle uve
più utilizzate per la produzione di vini bianchi: per la
vinificazione in bianco in genere si utilizza ben l'85% di uve
provenienti dai vitigni del Pinot Nero e un 15% di altre uve
autorizzate.
Il Pinot Nero vinificato bianco viene realizzato a seguito di un processo
molto delicato: una volta pigiata l'uva, viene effettuata la
"sgrondatura", che permette la separazione della parte
liquida dalle bucce, in modo tale che il colore del vino non venga
compromesso. Per questo motivo il Pinot Nero vinificato bianco
presenta un colore paglierino mediamente carico. Il suo profumo è
delicato e dai sentori di mela e pesca. Al palato è molto fresco,
acidulo, mediamente persistente. Il Pinot Nero vinificato bianco è
ideale per accompagnare antipasti di crostacei e frutti di mare, ma
anche risotti con verdure o primi piatti a base di pesce.
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