giovedì, aprile 11, 2013

Dal Pinot Nero al Pinot Nero vinificato bianco

Tra i vitigni a bacca rossa, il Pinot Nero vanta un primato: è il vino più difficile da coltivare ma è anche uno dei vini più complessi da avviare al processo di vinificazione. Genericamente il Pinot Nero possiede un colore rosso rubino molto intenso con sfumature granata, si tratta di un vino ad alto contenuto tannico e dal profumo di frutti di bosco, immediatamente percepibile a naso. Essendo un vino pienamente strutturato, il Pinot Nero ha un sapore pieno e persistente: se a naso non sfuggono gli odori di frutti di bosco, al gusto questi si perdono miscelandosi agli aromi più intensi delle spezie. Quando la scelta dei cloni si rivela corretta, anche un vitigno ostico come quello del Pinot Nero consente di ottenere ottimi risultati, come nel caso del Pinot Nero Sebino IGT prodotto dall'azienda agricola Ricci Curbastro.
Il Pinot Nero è inoltre una delle uve più utilizzate per la produzione di vini bianchi: per la vinificazione in bianco in genere si utilizza ben l'85% di uve provenienti dai vitigni del Pinot Nero e un 15% di altre uve autorizzate.
Il Pinot Nero vinificato bianco viene realizzato a seguito di un processo molto delicato: una volta pigiata l'uva, viene effettuata la "sgrondatura", che permette la separazione della parte liquida dalle bucce, in modo tale che il colore del vino non venga compromesso. Per questo motivo il Pinot Nero vinificato bianco presenta un colore paglierino mediamente carico. Il suo profumo è delicato e dai sentori di mela e pesca. Al palato è molto fresco, acidulo, mediamente persistente. Il Pinot Nero vinificato bianco è ideale per accompagnare antipasti di crostacei e frutti di mare, ma anche risotti con verdure o primi piatti a base di pesce.

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