giovedì, maggio 23, 2013
La Formazione Continua in Italia
Si chiama formazione continua la formazione rivolta a tutte le persone in età da lavoro, dal primo ingresso nel mondo del lavoro fino alla pensione. La formazione continua, perciò, non è solo quella utile a trovare lavoro, ma anche quella che consente di aggiornarsi, riqualificarsi, fare carriera o cambiare lavoro. Con un mondo del lavoro sempre più instabile, mantenersi aggiornati è diventato un obbligo.
Per questo, la formazione continua viene incentivata e finanziata dagli enti territoriali e dal Fondo per lo Sviluppo Europeo, tramite appositi voucher formativi, l'istituzione di fondi professionali per la formazione o la creazione di corsi gratuiti.
L'Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) ha da poco reso noto il nuovo Rapporto sulla Formazione Continua, che riporta i dati della formazione continua relativi al biennio 2011-2012.
Rispetto all'obiettivo dettato dall'Europa (il raggiungimento del 12% di formazione continua tra tutti i lavoratori, il dato italiano si ferma nel 2012 al 5,7%, ed è anche in calo rispetto all'anno precedente.
Purtroppo ad influire negativamente su questa situazione è la crisi economica, che ha dettato tagli di spesa anche nel campo della formazione.
Se si osservano i dati più da vicino, si osserva una partecipazione femminile più alta di quella maschile, senza che questo si traduca in una partecipazione femminile al mondo del lavoro adeguata. Probabilmente, dichiara l'Isfol, la popolazione femminile deve investire più di quella maschile in formazione, perché un livello culturale più alto le serve a vincere ostacoli maggiori.
Per quanto riguarda la disaggregazione dei dati in base alle coordinate geografiche, il numero più elevato di corsi si svolge al Centro e al Nord-est, mentre il record negativo spetta come prevedibile a Sud e isole. Anche in questo caso, si tratta di dati numerici che riflettono una situazione allarmante: la disparità tra nord e sud anche in termini di offerta formativa per le persone.
L'Isfol mette in luce infine il ruolo dei fondi paritetici interprofessionali, che hanno consentito a quasi tre milioni di persone di partecipare ai corsi, con ben 29700 piani formativi approvati. Ad aver beneficiato di questi corsi sono stati soprattutto lavoratori dipendenti (anche perché i fondi consistono per lo più in rimborsi a quelle aziende che consentono ai dipendenti di partecipare ai corsi), mentre i disoccupati hanno frequentato più che altro corsi regionali, spesso gratuiti.
Per avere informazioni sui percorsi di formazione continua visitare il sito dello IAL.
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