lunedì, maggio 06, 2013

Sacra Sindone di Torino: l'affascinante mistero del mondo cattolico

La sacra sindone di Torino è uno dei simboli più  discussi del mondo cattolico: il lenzuolo di lino che secondo la tradizione ha avvolto il corpo flagellato di Gesù Cristo, come descritto nel Vangelo, rimane un affascinante mistero; non è bastata, infatti, la radiodatazione al Carbonio 14 per convincerci della “falsità” del telo. Attualmente il telo è conservato in una teca all' interno del duomo di Torino, sotto il palco reale. La Sindone è mantenuta distesa, quindi non piegata o arrotolata come nel passato, in atmosfera inerte ed umidità controllata. Con l’ottica di migliorare la sua esperienza è stata lanciata l’ applicazione “Sindone 2.0”, progettata e prodotta dalla società novarese Haltadefinizione su autorizzazione dell'Arcidiocesi, che permette di esplorare dettagliatamente il Lenzuolo attraverso l’ accesso a un documento fotografico in alta definizione, che propone particolari quasi invisibili a occhio nudo, elementi che neppure le tradizionali ostensioni hanno mai permesso di osservare. La Sindone di Torino, nota anche come la Sacra Sindone di Torino, è un lenzuolo funerario di lino conservato nel Duomo di Torino, sul quale è visibile l'immagine di un uomo che porta segni di maltrattamenti e torture compatibili con quelli descritti nella Passione di Gesù. La tradizione identifica l’uomo con Gesù e il lenzuolo con quello usato per avvolgerne il corpo nel sepolcro. La sua autenticità è oggetto di fortissime controversie. Questo lenzuolo di lino su cui è impressa la figura di un uomo torturato, ferito, crocefisso è da sempre oggetto di controversie, dibattiti, verifiche e prove scientifiche. Dal 1898, anno in cui la Sindone fu fotografata per la prima volta scoprendo che l’immagine di quell’uomo era un negativo e non un positivo si sollevarono numerose questioni in seno alla comunità scientifica facendo riacutizzare il dibattito, che ancora oggi non accenna a concludersi, sulla sua autenticità.

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