La didattica, la sua storia, gli aspetti metodologici
e la loro applicazione nella quotidianità sia sui bambini abili che su quelli “
specialmente abili” (e non diversamente abili come sottolinea l’autrice).
Questo il contenuto del libro “Didattica molto Speciale - Storia e Metodi”, pubblicato da pochi giorni dalla Casa
editrice Armando Editore e scritto dalla pedagogista familiare e psicologa Vincenza
Palmieri, presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare di Roma,
con la collaborazione della professoressa Margherita Fasano, docente di
Didattica della Matematica presso l’Università della Basilicata, della
professoressa Paola Gravela, docente di Scuola Secondaria di 1° grado a Matera,
già docente SSIS, Carlo Lombardo, compianto uomo di spicco del volontariato
lucano e Patrizia Di Franco, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Matera
“Padre G. Minozzi”.
Una
pubblicazione che vede il giorno, dopo un lungo periodo di gestazione e che
racconta - in modo scientifico - ma anche con magia ed emozione, la particolare
esperienza territoriale vissuta dall’autrice, insieme ai citati colleghi, nel Comune di Miglionico (Matera) in Basilicata,
grazie all'applicazione della Legge 285/97, avente come oggetto le "Prime
opportunità per
l'infanzia e l'adolescenza".
Tramite la scuola alcologica, la scrittura creativa,
il laboratorio di logica matematica e di rilegatura artigianale, abili e
"specialmente abili", con le loro famiglie, hanno compiuto i primi passi in quella che
oggi siamo soliti definire la “Pedagogia familiare” e la “Didattica efficace”.
“Si tratta di
un documento innovativo – spiega la prof.ssa Vincenza Palmieri, nota per il
suo impegno umanitario in difesa dei Diritti dei Minori - di un modello didattico e di lavoro di rete importante e sicuramente
duplicabile in qualsiasi altra parte d’Italia. Abbiamo vissuto un’esperienza
splendida, che ha visto collaborare attivamente l’Amministrazione comunale locale,
nella persona di Giuseppe D’Alessandro, all’epoca sindaco e ora Consigliere Regionale
in Basilicata, che voleva dare spessore a una quantità incredibile di materiale
di tipo archeologico, vecchi libri che si trovavano sotto il Castello del
Malconsiglio ma anche coinvolgere le associazioni le famiglie, i giovani, i bambini, e che permettesse quindi
agli abili e ai “specialmente abili” di lavorare insieme in una legatoria.
Un progetto reso possibile anche
dall’esperienza e bravura di un giovane esperto di legatoria, Gianni schiuma,
che insieme alla professoressa Gravela, ha contribuito a dare informazioni e il
giusto supporto alla realizzazione e alla buona riuscita del progetto sperimentando
così nuovi aspetti che, in quel tempo, la didattica non contemplava. Un’esperienza
emozionante che costò pochissimo”.
Un libro “Didattica
molto Speciale - Storia e Metodi”, che nasce a distanza di tempo, perché
molti fatti sono accaduti in questi ultimi anni e hanno impedito che l’opera
venisse ultimata.
“Malgrado
fossi stata delegata a curare ea realizzare l’opera – spiega ancora la professoressa Palmieri - ho voluto condividere il progetto con gli
altri collaboratori. Il fatto di non
averlo pubblicato subito è stato dettato dal dolore provato per la perdita di
Carlo Lombardo, un uomo che rappresenta e rappresentava nel panorama culturale,
politico e regionale un esempio, un modello “del fare “, un “valore aggiunto”
dell’essere un volontario. Un uomo a cui ho voluto dedicare il libro e il cui
nome si aggiunge a quello di mio padre, Giuseppe Palmieri, un uomo che in Basilicata rappresenta quella che è stata una
forza, l’onestà di un pensiero politico, vissuto anche nella propria
professione di insegnante coraggioso che non ha avuto paura di coniugare
giustizia sociale e pedagogia insieme.
Questo libro è dedicato a tutti quelli che ci hanno creduto
e lavorato, ma anche a tutti i bambini del territorio. Arriva anche in un momento particolarmente
importante: risale infatti a pochi mesi fa, il recepimento in sede legislativa
(con la Circolare Ministeriale n. 8/2013) dell'istanza avanzata con forza e per
anni dall'Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare di realizzare appieno il “Diritto
all’apprendimento per tutti gli alunni
e gli studenti in situazione di difficoltà”, con la
conseguente affermazione di un altro punto chiave, il Diritto alla personalizzazione dell’apprendimento. Ogni bambino, infatti, ha
bisogni educativi speciali, nella sua meravigliosa personale normalità.
“Affermare in concreto
tale diritto oggi – spiega infine la Prof.ssa Palmieri - significa quindi mettere in campo una serie di strategie di organizzazione della
didattica, dei curricula, dei libri di testo che davvero possano garantire che
ogni bambino, ragazzo, individuo, per ogni ordine di scuola, possa esercitare
il diritto ad apprendere, attraverso un’appropriata e personalizzata
metodologia, senza alcun bisogno di
certificazione diagnostica sanitaria che attesti un disturbo
inesistente”. I bambini non sono più stigmatizzati quali portatori di una malattia, dunque, ma bisognosi, invece,
di metodologia e progettazione educativa”.
Ecco, allora, che l’esperienza della Legge 285/97, inghiottita poi dalla norma di
riordino dei Servizi Socio Assistenziali (Legge 328/00) rimane ancora oggi
profondamente da ripensare, partendo proprio da quello che è stato prima di essa: la Storia della Scuola Italiana ed il modo con cui
i Governi e i suoi Ministri hanno inteso dover sancire il Diritto allo Studio
prima e all'Apprendimento poi. Perché i progetti didattici intergenerazionali, funzionali a bisogni educativi
molto speciali e i percorsi attuali sono figli di una politica per le famiglie
che passa anche attraverso la formazione, la competenza e la partecipazione.
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