martedì, dicembre 17, 2013

Guida ai fondi pensione



I fondi pensione rientrano nel sistema di pensioni complementari e cioè sono dei fondi aggiuntivi che vanno ad integrare la pensione normalmente erogata dagli enti previdenziali obbligatori e perciò detti “pensione di secondo pilastro”. I fondi pensione possono essere di quattro tipi:

  • Fondi negoziali
  • Fondi aperti
  • PIP (Piani individuali pensionistici)
  • Forme pensionistiche preesistenti

I fondi negoziali, anche detti “chiusi” si basano su accordi tra organizzazioni sindacali e imprenditoriali e sono riservati ad alcune categorie di lavoratori. Questi fondi sono finanziati da contributi del datore di lavoro e da una quota del TFR (trattamento di fine rapporto). I fondi aperti sono invece istituiti direttamente da banche, società assicurative, e altri organismi e vi possono aderire singoli lavoratori o anche forme collettive di lavoratori; in questo caso l’importo della contribuzione viene definito a priori e quindi si può sapere in anticipo quale sarà l’importo finale erogato, mentre per i fondi chiusi dipende da quanto versato e dai relativi rendimenti.
I Piani Individuali Pensionistici, sono invece  dei fondi individuali stipulati tramite contratti di assicurazioni sulla vita dalle persone che, indipendentemente dalla propria situazione lavorativa, intendono costituirsi una rendita integrativa.
Le forme pensionistiche preesistenti sono fondi pensione antecedenti la prima normativa sui fondi pensione e perciò sono regolati da una disciplina speciale.
La crisi e l’incertezza economica odierna, rendono questi fondi particolarmente utili per assicurarsi un futuro più sereno, tuttavia, in Italia i fondi pensione sono guardati con un certo scetticismo e ancora non si sono raggiunti i livelli di paesi come il Regno Unito che è da sempre vincitore indiscusso del premio conferito dall’associazione Investment & Pension Europe (Ipe). 
Bisogna ricordare, inoltre, che solo i fondi negoziali, i fondi aperti, i PIP e i fondi preesistenti possono essere denominati “fondi pensione” e non devono essere assimilati alle polizze vita o altre forme assicurative diverse.
In ogni caso tutti i fondi beneficiano di agevolazioni fiscali: le contribuzioni da busta paga sono, infatti, deducibili dal reddito per un massimo di 5.164,57€ annui.

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