I fondi pensione rientrano nel sistema di pensioni complementari
e cioè sono dei fondi aggiuntivi che vanno ad integrare la pensione normalmente
erogata dagli enti previdenziali obbligatori e perciò detti “pensione di
secondo pilastro”. I fondi pensione possono essere di quattro tipi:
- Fondi negoziali
- Fondi aperti
- PIP (Piani individuali pensionistici)
- Forme pensionistiche preesistenti
I fondi negoziali, anche detti “chiusi” si basano su accordi
tra organizzazioni sindacali e imprenditoriali e sono riservati ad alcune
categorie di lavoratori. Questi fondi sono finanziati da contributi del datore
di lavoro e da una quota del TFR (trattamento di fine rapporto). I fondi aperti
sono invece istituiti direttamente da banche, società assicurative, e altri organismi
e vi possono aderire singoli lavoratori o anche forme collettive di lavoratori;
in questo caso l’importo della contribuzione viene definito a priori e quindi
si può sapere in anticipo quale sarà l’importo finale erogato, mentre per i
fondi chiusi dipende da quanto versato e dai relativi rendimenti.
I Piani Individuali Pensionistici, sono invece dei fondi individuali stipulati tramite
contratti di assicurazioni sulla vita dalle persone che, indipendentemente
dalla propria situazione lavorativa, intendono costituirsi una rendita
integrativa.
Le forme pensionistiche preesistenti sono fondi pensione
antecedenti la prima normativa sui fondi pensione e perciò sono regolati da una
disciplina speciale.
La crisi e l’incertezza economica odierna, rendono questi
fondi particolarmente utili per assicurarsi un futuro più sereno, tuttavia, in
Italia i fondi pensione sono guardati con un certo scetticismo e ancora non si
sono raggiunti i livelli di paesi come il Regno Unito che è da sempre vincitore
indiscusso del premio conferito dall’associazione Investment & Pension
Europe (Ipe).
Bisogna ricordare, inoltre, che solo i fondi negoziali, i
fondi aperti, i PIP e i fondi preesistenti possono essere denominati “fondi
pensione” e non devono essere assimilati alle polizze vita o altre forme
assicurative diverse.
In ogni
caso tutti i fondi beneficiano di agevolazioni fiscali: le contribuzioni da
busta paga sono, infatti, deducibili dal reddito per un massimo di 5.164,57€
annui.
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