La pensione complementare è un sistema
di previdenza aggiuntivo a complemento di quello obbligatorio. Questo tipo di
previdenza sta diventando sempre più utile e necessaria nella realtà odierna in
cui si allunga l’aspettativa di vita media e così anche l’età pensionabile.
Inoltre con le ultime modifiche del sistema pensionistico, l’ammontare della
pensione viene calcolato in base ai contributi versati durante tutti gli anni
di lavoro e non in base agli ultimi stipendi percepiti. Inoltre la previdenza
complementare è necessaria soprattutto per le nuove generazioni, le più colpite
da discontinuità occupazionale.
Per scegliere la propria pensione complementare bisogna innanzitutto verificare l’importo
della contribuzione in base detratta dal proprio stipendio. Per fare ciò ci si
può rivolgere all’INPS o ad altri strumenti online che permettono il calcolo
della pensione.
Una volta calcolata la differenza tra pensione e stipendio
attuale, si può fissare il proprio obiettivo di rendita e quindi individuare
quale sarà l’ammontare dello stipendio destinato al fondo. Infine è necessario
scegliere la forma di investimento del fondo (azioni, obbligazioni, ecc.).
Riassumendo la previdenza complementare si basa su:- Contributi versati
- Periodo di versamento
- Rendimenti ottenuti sui mercati finanziari.
Esistono diversi tipi di pensione complementare: fondi pensione aperti (istituiti da banche,
assicurazioni, società di gestione del risparmio, ecc), fondi negoziali
(istituiti sulla base di accordi tra organizzazioni sindacali e
imprenditoriali), piani individuali pensionistici (assicurazioni), Fondi pensione
preesistenti (fondi pensione antecedenti il la legge sulla previdenza sociale
del 1993).
La pensione complementare è destinata, dunque ai giovani, ma
anche a tutti coloro che, al 1995, avevano meno di 18 anni di contributi
versati . Possono beneficiarne: lavoratori dipendenti, liberi professionisti e
altre tipologie contrattuali (lavoratori a progetto). Anche le persone che
svolgono lavori di cura familiare non retribuiti possono usufruire della pensione complementare. Inoltre i piani
pensionistici complementari sono dedotti dal reddito fino a 5.164,57 euro
all’anno.
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