giovedì, dicembre 12, 2013

RANSTAD E WEB AL CONFRONTO SUL RECLUTAMENTO TALENTI

Le agenzie per il lavoro interinale conservano un ruolo da protagonisti, ma in Italia chi ha meno di 30 anni e vuole lavorare si rivolge al web, consultando i siti dedicati alla domanda e all'offerta di lavoro, i siti aziendali e – ultimi ma non ultimi – i social network. Su Linkedin – primo per gradimento ed efficacia – e su Facebook le pagine e i profili aziendali, che le imprese curano e aggiornano dedicandovi sempre più tempo e risorse (non solo economiche), sono gli spazi da monitorare per poter intercettare gli annunci giusti. E proporsi per le posizioni in linea con il proprio profilo non è una perdita di tempo: 1 volta su 4 le candidature ottengono risposta. Questi, in sintesi, i risultati emersi dalla Ricerca “Dalla scuola al lavoro, attraverso i social” che Fondazione Sodalitas – in collaborazione con Randstad Italia – ha realizzato per capire come i giovani italiani tra i 18 e i 30 anni utilizzano i social network per cercare lavoro e se li ritengono spazi efficaci a questo scopo. La presentazione della ricerca è avvenuta nell'ambito della 4^ edizione annuale di ScopriTalenti, la giornata durante la quale i giovani distintisi durante i corsi Giovani&Impresa di Fondazione Sodalitas possono sostenere colloqui conoscitivi con un pool di Aziende leader di mercato. Per il 2013 hanno aderito all'iniziativa 40 ragazzi e 10 imprese: ABB Italia, Certiquality, Gam Edit, Italcementi, Leroy Merlin, Randstad Italia, Sandvik, Schindler, Sma, Società Reale Mutua di Assicurazioni. La ricerca di Fondazione Sodalitas e Randstad ha raggiunto 700 giovani - donne nel 63,8% dei casi, uomini per il restante 36,2% - soprattutto tra i 26 e i 30 anni (il 64,8%), ma anche tra i 22 e i 25 anni (25,2%) e tra i 18 e i 21 anni (10%). Il profilo formativo dei rispondenti è di livello medio-alto: il 32,7% ha conseguito una laurea di primo livello; il 41,5% una laurea di secondo livello (o vecchio ordinamento); l'8% un master o un dottorato di ricerca.
Il Social Network leader nel campo della ricerca lavorativa è sicuramente Linkedin. Per 7 giovani su 10 è percepito come lo spazio giusto da monitorare con una discreta possibilita’ di successo in caso di necessità. Tuttavia nonostante la crescita esponenziale i social network risultano ancora dietro sia agli strumenti classici (agenzie interinali, siti dedicati alla ricerca formazione lavoro) che a quelli meno classici ma pur sempre legati al Web (siti aziendali, portali tematici). Inviare un curriculum in rete può avere successo a patto che vi sia un lavoro di selezione delle opportunità e definizione del proprio profilo il più concordanti possibili. Inoltre occorre monitorare continuamente la ricerca controllando costantemente i siti web aziendali. Un invio massivo di curriculum in rete non è garanzia di successo. Fatte salve queste premesse 3 volte su 10 si può accedere ad un colloquio
La ricerca ci invita a riflettere su entrambe le facce della medaglia. Presidiare i Social Network non è importante solo per chi cerca lavoro ma anche per le stesse imprese che possono in tempi rapidi far coincidere le proprie esigenze con i profili giusti. E’ sempre Linkedin a farla da padrona con i suoi 2 nuovi profili inseriti al secondo anche se bisogna ricordare che da soli i social non bastano. A margine della ricerca l’Istud ha presentato in anteprima i risultati di una ricerca finalizzata allo studio del rapporto fra i giovani e la mobilità internazionale mettendo a confronto i giovani di diverse nazionalità. Purtroppo L’Italia risulta essere fanalino di coda in questa ricerca che ratifica la difficoltà dei giovani italiani a separarsi dal contesto famigliare e culturale
Luther Blissett

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