Le agenzie per il lavoro interinale conservano
un ruolo da protagonisti, ma in Italia chi ha meno di 30 anni e vuole
lavorare si rivolge al web, consultando i siti dedicati alla domanda e
all'offerta di lavoro, i siti aziendali e – ultimi ma non ultimi – i
social network.
Su Linkedin – primo per gradimento ed efficacia – e su Facebook le
pagine e i profili aziendali, che le imprese curano e aggiornano
dedicandovi sempre più tempo e risorse (non solo economiche), sono gli
spazi da monitorare per poter intercettare gli annunci giusti. E
proporsi per le posizioni in linea con il proprio profilo non è una
perdita di tempo: 1 volta su 4 le candidature ottengono risposta.
Questi, in sintesi, i risultati emersi dalla Ricerca “Dalla scuola al
lavoro, attraverso i social” che Fondazione Sodalitas – in
collaborazione con Randstad Italia – ha realizzato per capire come i
giovani italiani tra i 18 e i 30 anni utilizzano i social network per
cercare lavoro e se li ritengono spazi efficaci a questo scopo.
La presentazione della ricerca è avvenuta nell'ambito della 4^ edizione
annuale di ScopriTalenti, la giornata durante la quale i giovani
distintisi durante i corsi Giovani&Impresa di Fondazione Sodalitas
possono sostenere colloqui conoscitivi con un pool di Aziende leader di
mercato.
Per il 2013 hanno aderito all'iniziativa 40 ragazzi e 10 imprese: ABB
Italia, Certiquality, Gam Edit, Italcementi, Leroy Merlin, Randstad
Italia, Sandvik, Schindler, Sma, Società Reale Mutua di Assicurazioni.
La ricerca di Fondazione Sodalitas e Randstad ha raggiunto 700 giovani -
donne nel 63,8% dei casi, uomini per il restante 36,2% - soprattutto
tra i 26 e i 30 anni (il 64,8%), ma anche tra i 22 e i 25 anni (25,2%) e
tra i 18 e i 21 anni (10%). Il profilo formativo dei rispondenti è di
livello medio-alto: il 32,7% ha conseguito una laurea di primo livello;
il 41,5% una laurea di secondo livello (o vecchio ordinamento); l'8% un
master o un dottorato di ricerca.
Il Social Network leader nel campo della ricerca
lavorativa è sicuramente Linkedin. Per 7 giovani su 10 è percepito come
lo spazio giusto da monitorare con una discreta possibilita’ di successo
in caso di necessità.
Tuttavia nonostante la crescita esponenziale i social network risultano
ancora dietro sia agli strumenti classici (agenzie interinali, siti
dedicati alla ricerca formazione lavoro)
che a quelli meno classici ma pur sempre legati al Web (siti
aziendali, portali tematici).
Inviare un curriculum in rete può avere successo a patto che vi sia un
lavoro di selezione delle opportunità e definizione del proprio profilo
il più concordanti possibili.
Inoltre occorre monitorare continuamente la ricerca controllando
costantemente i siti web aziendali.
Un invio massivo di curriculum in rete non è garanzia di successo.
Fatte salve queste premesse 3 volte su 10 si può accedere ad un
colloquio
La ricerca ci invita a riflettere su entrambe le
facce della medaglia. Presidiare i Social Network non è importante solo
per chi cerca lavoro
ma anche per le stesse imprese che possono in tempi rapidi far
coincidere le proprie esigenze con i profili giusti.
E’ sempre Linkedin a farla da padrona con i suoi 2 nuovi profili
inseriti al secondo anche se bisogna ricordare che da soli i social non
bastano.
A margine della ricerca l’Istud ha presentato in anteprima i risultati
di una ricerca finalizzata allo studio del rapporto fra i giovani e la
mobilità internazionale mettendo a confronto i giovani di diverse
nazionalità.
Purtroppo L’Italia risulta essere fanalino di coda in questa ricerca che
ratifica la difficoltà dei giovani italiani a separarsi dal contesto
famigliare e culturale
Luther Blissett
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