Non
è facile negli ultimi anni parlare
di liquori, è fuor di dubbio: le esigenze salutistiche ed i continui consigli di ridurre drasticamente l’uso
di sostanze alcoliche (specie ed in particolare se si è alla guida!!) ne hanno
fortemente ridotto il consumo. Ma
non neghiamolo, quando si tratta di un liquorino
fatto per bene, magari secondo i canoni della tradizione nostrana, una minima curiosità si sveglia…non è vero??
Prendiamo
ad esempio due prodottini “primaverili” che strizzano l’occhio al nostro palato:
il liquore di cedro e quello di bergamotto della Calabria; per la loro
preparazione, infatti, ci si avvale, oltre che dell’esperienza e della ricetta
tassativamente regionale, di due agrumi che rappresentano dei veri “baluardi”
dell’agricoltura di quelle terre.
Nello
specifico il cedro viene prodotto in
zona tipica di produzione, per la cui
promozione e valorizzazione ne è stata costituito apposito Consorzio di tutela (…di Santa Maria del Cedro, nel cosentino); è
in queste zone che il frutto è riuscito a trovare infatti le migliori
condizioni ambientali affinché se ne riuscisse a coltivare ed ottenere un
prodotto tra i migliori al mondo: basti pensare che la maggior parte della produzione a livello europeo proviene proprio da queste terre!! Ecco perché chi
lo utilizza nell’ambito dolciario e
gastronomico, ovvero per fini
salutistici (se ne ricorda, infatti, l’uso preventivo per i problemi di
obesità, cardiovascolari e le funzioni disinfettanti) sceglie e preferisce il
cedro della Calabria.
Ed
anche per il bergamotto si possono
fare disquisizioni pressappoco simili: se la produzione regionale copre il 90% circa del fabbisogno mondiale una
ragione ci sarà…non vi pare?? Ed ancora, per cautelarlo da “falsi &
tarocchi” eventuali il relativo Consorzio
(…di Reggio Calabria) provvede alla sua tutela, promozione e
valorizzazione. Tradizionalmente questo frutto viene considerato come un
incrocio tra l’arancio amaro e la limetta, anche se da più parti viene affrancato
come specie autoctona; i suoi oli
essenziali sono da sempre utilizzati in cosmesi ed in profumeria, come nota di testa e fissativo naturale;
il frutto regala poi tutta la sua fragranza e freschezza in pasticceria; di recente, infine, viene sempre di più utilizzato
anche in campo farmaceutico.
Come
si vede, quindi, questi due originali agrumi del nostro meridione riservano
tutta una infinità di prerogative e qualità. Un liquorino, dunque, derivato dagli stessi non deluderà sicuramente, anche se è un po’ difficile da reperire
nella moderna distribuzione, visto che si tratta pur sempre di un prodotto di
nicchia: ma nessun problema…c’è chi ci pensa per altra via a
deliziarvi del suo esclusivo gusto.
Dalla
gradazione alcolica discretamente contenuta (intorno ai 20° circa), si
serve tassativamente ghiacciato,
magari al posto del tradizionale limoncello, così come regala tutta la sua
essenza ed il suo retrogusto
caratterizzando a dovere dolci, macedonie
e gelati.
…basta,
come si conviene sempre, essere morigerati
nell’uso: ma è scontato, che ve lo diciamo a fare??!!


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