giovedì, aprile 23, 2015

Liquori calabresi di cedro e di bergamotto: ma sì...un bicchierino non guasta!!



Non è facile negli ultimi anni parlare di liquori, è fuor di dubbio: le esigenze salutistiche ed i continui consigli di ridurre drasticamente l’uso di sostanze alcoliche (specie ed in particolare se si è alla guida!!) ne hanno fortemente ridotto il consumo. Ma non neghiamolo, quando si tratta di un liquorino fatto per bene, magari secondo i canoni della tradizione nostrana, una minima curiosità si sveglia…non è vero??

Prendiamo ad esempio due prodottini “primaverili” che strizzano l’occhio al nostro palato: il liquore di cedro e quello di bergamotto della Calabria; per la loro preparazione, infatti, ci si avvale, oltre che dell’esperienza e della ricetta tassativamente regionale, di due agrumi che rappresentano dei veri “baluardi” dell’agricoltura di quelle terre.

Nello specifico il cedro viene prodotto in zona tipica di produzione, per la cui promozione e valorizzazione ne è stata costituito apposito Consorzio di tutela (…di Santa Maria del Cedro, nel cosentino); è in queste zone che il frutto è riuscito a trovare infatti le migliori condizioni ambientali affinché se ne riuscisse a coltivare ed ottenere un prodotto tra i migliori al mondo: basti pensare che la maggior parte della produzione a livello europeo proviene proprio da queste terre!! Ecco perché chi lo utilizza nell’ambito dolciario e gastronomico, ovvero per fini salutistici (se ne ricorda, infatti, l’uso preventivo per i problemi di obesità, cardiovascolari e le funzioni disinfettanti) sceglie e preferisce il cedro della Calabria.

Ed anche per il bergamotto si possono fare disquisizioni pressappoco simili: se  la produzione regionale copre il 90% circa del fabbisogno mondiale una ragione ci sarà…non vi pare?? Ed ancora, per cautelarlo da “falsi & tarocchi” eventuali il relativo Consorzio (…di Reggio Calabria) provvede alla sua tutela, promozione e valorizzazione. Tradizionalmente questo frutto viene considerato come un incrocio tra l’arancio amaro e la limetta, anche se da più parti viene affrancato come specie autoctona; i suoi oli essenziali sono da sempre utilizzati in cosmesi ed in profumeria, come nota di testa e fissativo naturale; il frutto regala poi tutta la sua fragranza e freschezza in pasticceria; di recente, infine, viene sempre di più utilizzato anche in campo farmaceutico.

Come si vede, quindi, questi due originali agrumi del nostro meridione riservano tutta una infinità di prerogative e qualità. Un liquorino, dunque, derivato dagli stessi non deluderà sicuramente, anche se è un po’ difficile da reperire nella moderna distribuzione, visto che si tratta pur sempre di un prodotto di nicchia: ma nessun problema…c’è chi ci pensa per altra via a deliziarvi del suo esclusivo gusto.

Dalla gradazione alcolica discretamente contenuta (intorno ai 20° circa), si serve tassativamente ghiacciato, magari al posto del tradizionale limoncello, così come regala tutta la sua essenza ed il suo retrogusto caratterizzando a dovere dolci, macedonie e gelati.
…basta, come si conviene sempre, essere morigerati nell’uso: ma è scontato, che ve lo diciamo a fare??!!

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